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Lo Slam nella Perla d’Oriente

Pubblicato il 6 ottobre 2014

Novak Djokovic parla correttamente cinese-mandarino. O meglio, ha già imparato a pronunciare la frase “Grazie, è stato bellissimo, è un vero piacere vincere qui”. A Pechino, nella città proibita e culla del comunismo di partito, il serbo si è proclamato per la terza volta consecutiva campione (la quinta in totale da quando il torneo è tornato in calendario nel 2004) dopo aver “asfaltato” con un 6-0, 6-2 il ceco Tomas Berdych. Titolo numero 5 di questo 2014, anno in cui ha rivinto Wimbledon, ha battuto Nadal a Roma e Miami, Federer a Indian Wells oltre che nella City per i Championships.

E' la 24 vittoria su 24 partite disputate al China Open. Il quinto titolo in altrettante partecipazioni. Insomma, se ci gioca è "probabile" che porti a casa la coppa, grande quasi come lui, e i complimenti dei tifosi con gli occhi a mandorla.

Ma non finisce qui. Nole ha già preso un volo interno per passare dalla capitale politica a quella economica, Shanghai, teatro dell’ultimo Master 1000 ATP in programma quest’anno prima delle Finals. L’ultimo appuntamento con la A maiuscola nel quale parteciperanno tutti i migliori tennisti, compreso quel Kei Nishikori campione nella sua Tokyo contro Raonic e autore dello sgambetto in semifinale a New York proprio nei riguardi del numero uno al mondo.

Nella Perla d’Oriente situata sulle rive del delta del Fiume Azzurro, Djokovic ha un conto aperto, positivamente parlando. Nel 2012 sconfisse Andy Murray interrompendo la striscia di due vittorie consecutive del tennista scozzese. Dodici mesi fa trionfò solo al tie-breack del terzo contro l’argentino Juan Martín del Potro. Fu l’ultima apparizione importante del gigante di Tandil prima della sua operazione al posto e il lungo periodo di inattività agonistica.

Il tabellone dell’ultimo torneo sul cemento che conclude la stagione asiatica vede le prime tre teste di serie ATP al via, evento che non succedeva da fine giugno. Nole è stato "sfortunato" durante il sorteggio: la parte alta è più ricca di stelle con Federer, Murray, Ferrer e Dimitrov. Leggermente più semplice il cammino per Rafa Nadal, sconfitto a sorpresa a Pechino dallo slovacco Martin Klizan. Dal suo lato Raonic ed uno tra Wawrinka, Cilic e Berdych. Sempre nella parte bassa troviamo l’unico italiano presente in tabellone, Fabio Fognini, accreditato della testa di serie n.15. Un cammino relativamente semplice prima di incontrare potenzialmente Stan-Man Wawrinka, il tennista che gli lasciò le briciole nella prima giornata di Davis a Ginevra a inizio settembre.

Come si diceva prima ci sarà anche SirRoger Federer. Dopo una lunga riflessione, il campione svizzero ha deciso di venire in Cina e non risparmiare energie prima della finale di Davis, un evento su cui punta moltissimo in questo 2014. Il sodalizio con Edberg ha rigenerato il nativo di Basilea, lo ha fatto sentire ancora un giocatore di livello superiore (vittoria a Dubai, Halle e Cincinnati, finali a Toronto, Wimbledon, Montecarlo, Indian Wells e Brisbane). Shanghai potrebbe essere un modo per tenere i muscoli al caldo prima delle sfida con Tsonga&Co.

È un piccolo Slam sul cemento (gli organizzatori e gli sponsor vorrebbero che fosse così anche nella realtà, e non è escluso che prima o poi lo diventerà…). Sarà la rivincita dei Fab Four nei confronti di Cilic per il suo successo nella Grande Mela o il gradino più alto del podio vedrà nuovamente un outsider? Djokovic nel frattempo ha ripassato la frase “Grazie, è stato bellissimo….”