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I FASTI DI UN TEMPO

Pubblicato il 24 luglio 2014

Generalmente i giocatori ne approfittano per staccare la spina e “spiaggiarsi” su un’isola deserta dopo una primavera intensissima. C’è chi va a pescare (Nadal), chi cambia qualche pannolino in più dopo l’arrivo dei gemelli (Federer), chi decide di sposarsi (vedi Novak Djokovic).

Dopo Wimbledon i top player pensano di più ad Ibiza o a Basilea piuttosto che ai tornei tedeschi sulla terra di Stoccarda e Amburgo. Due appuntamenti che stridono un po’ dal passaggio all’erba inglese al cemento americano, come due macchioline rosse nel calendario ATP. 

Il caso simbolo è quello della città dell’estuario dell’Elba. La prima edizione è molto antica, datata 1892. Un torneo che si è sempre disputato ad eccezione degli anni delle due Guerre mondiali. Una manifestazione che annovera nell’albo d’oro i tennisti più importanti: dagli australiani John Newcombe, Tony Roche e Rod Laver, agli italiani Pietrangeli e Bertolucci; dai francesi Noah e Leconte fino a Edberg, Stich, Kuerten, Nadal, Federer. L’anno scorso fu il nostro Fabio Fognini a portare il tricolore sul gradino più alto dopo aver battuto l’argentino Federico Delbonis, capace di sconfiggere con un doppio tie-break in semifinale SirRoger. Quest’anno la sorpresa l’ha regalata Leonardo Mayer, al suo primo successo ATP contro il favorito e numero uno del tabellone David Ferrer.

Dal 2000 in avanti il suo prestigio ha subito un duro colpo. Amburgo ha fatto parte del circuito Master Series fino al 2008 e veniva disputato dopo il torneo del Foro Italico: dall’anno successivo il suo posto come terzo appuntamento più importante di terra rossa (l’altro è Montecarlo) è stato preso da Madrid. Non solo una brutta delusione per gli appassionati tedeschi ma anche una perdita di sponsor e una nuova collocazione in calendario. Da maggio si è passati alla terza settimana di luglio, appunto nel limbo vacanziero dei tennisti più importanti che vogliono abbandonare la stagione della superficie più lenta per allenarsi un po’ di più sul cemento. E bersi un mojito in più.

A condividere le “gioie” (o meglio le attenzioni dei media) c’è l’ATP di Stoccarda, giusto una settimana prima. Quest’anno il campione è stato lo spagnolo Roberto Bautista Agut che ha avuto la meglio sul ceco Lukas Rosol. Dodici mesi fa fu ancora Fabio Fognini a trionfare per una doppietta tedesca che faceva ben sperare per i colori azzurri.

Stoccarda è molto più giovane di Amburgo, quasi un neonato a confronto (la prima edizione è del 1978). I giocatori più titolati del torneo sono l'argentino Martín Jaite, l'austriaco Thomas Muster, il brasiliano Gustavo Kuerten e lo spagnolo Rafael Nadal, con due vittorie ciascuno. Un montepremi ancora basso nonostante ci sia alle spalle la casa automobilistica Mercedes come main sponsor. 

Curioso che proprio a Stoccarda siano le donne a dettar legge. La città tedesca è infatti teatro di un importante torneo su terra pre Madrid-Roma-Parigi. Da tre anni Maria Sharapova detta legge come fece prima di lei Martina Hingis (con quattro successi).

Sei uomini e sei donne tra i primi cento al mondo. Eppure alla Germania manca ancora il suo torneo più importante.