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IL GIARDINIERE ITALIANO

Pubblicato il 22 luglio 2014

E se… E se l’Italia arricchisse la sua proposta tennistica con una tappa innovativa per il circuito ATP? Andiamo con ordine.

Roma e il Foro Italico stanno crescendo anno dopo anno, sia in termini di audience televisiva che di presenza del pubblico, con gran giubilo nei Palazzi federali. La tappa nella Capitale è diventata un obbligo, oltre che un piacere, sia per il tennis maschile che per quello femminile. Struttura, campi, ambiente, clima, importanza del tabellone, il giusto mix per preparare al meglio la tappa del Roland Garros, il secondo tradizionale appuntamento dello Slam.

E se si replicasse anche per Wimbledon? 
Da più parti, sia tra gli uomini che per le donne, è arrivata la richiesta di aumentare la proposta sui campi in erba verde per potersi allenare con più efficacia prima dei Championships. Al momento le tappe sul calendario sono quattro: Halle in Germania, ’s-Hertogenbosch in Olanda, Eastbourne in Inghilterra e il Queen’s di Londra, unico appuntamento che dal 2015 passerà da Master 250 a 500.

Perché allora non provare ad avanzare (o meglio, azzardare) l’organizzazione di un torneo erbivoro al Nord Italia? Milano potrebbe essere la location più semplice, Torino potrebbe rappresentare una valida alternativa, Venezia sarebbe un sogno, per legare tennis e cultura.

Per fare un semplice ragionamento – al momento non è presente nessun dossier sul tavolo del Presidente – dovremmo guardare in casa dei nostri cugini francesi. Sebbene un loro rappresentante non vinca uno Slam (tra gli uomini) dal 1983 ospitano in stagione sei tornei. Se sommiamo i punteggi di tutti i tornei 2014 in base ai punti ATP in palio, scopriamo che gli Stati Uniti sono primi, la Francia è seconda, seguita a ruota da Australia e UK. Bene, questo era un po’ scontato perché le quattro nazioni ospitano i Major. Al quinto posto troviamo la Spagna (il 1000 di Madrid e i 500 di Valencia e Barcellona), poi Cina (Shangai, Shenzen e Pechino) e Germania (Monaco, Düsseldorf, Halle, Stoccarda, Amburgo, tutti tornei da 250 eccetto la tappa finale al Nord).

Per l’Italia c’è solo Roma. Punto. Ecco perché una candidatura alternativa tricolore per un Master 250, legato al fascino di un posto, potrebbe attirare sponsor e pubblico, sia locale che straniero. Per un torneo del genere non ci sarebbe bisogno di un elevato numero di campi ma di un buon giardiniere e un pioniere per andare a parlare con l’ATP.

Immaginate di unire sacro e profano: due campi da tennis dentro San Siro, la Scala del calcio. Oppure due campi in erba sull’isola di Murano a Venezia. Sognare non costa nulla.