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ESEMPIO DI SPORT

Pubblicato il 18 maggio 2014

Sara, stoica. Serena, strabordante. Rafa, disorientato. Nole, commovente. 

Le finali dei singolari di Roma 2014 ci lasciano quattro fotografie nitide dei protagonisti, maschili e femminili. La prima, in ordine di apparizione, non può che essere l'italiana più attesa, capace di riportare il tricolore azzurro a contendersi il trofeo femminile a 64 anni di distanza.

Sara, racchiusa nella sua concentrazione pre-partita, è riuscita dapprima a coinvolgere ed esaltare il pubblico per la sua tenacia nell'affrontare, pallina dopo pallina, la numero uno al mondo in gonnella. Serena, quando è in giornata, è ancora di un altro pianeta rispetto a tutte le sue colleghe. Nessuna nel circuito si può permettere il lusso di servire a 200km/h o rispondere con quella cattiveria. Nessuna. Sara e il suo team erano consapevoli che Davide non può battere Golia con le stesse armi. E così la bolognese si è impegnata a non scoraggiarsi dopo l'inizio strabordante della Serena dai lunghi capelli, è riuscita a strapparle anche il servizio, per la gioia incontenibile di un Centrale colmo fino all'ultimo seggiolino, grazie a lunghi scambi. Poi la sfortuna ha voluto metterci lo zampino. Un infortunio alla coscia sinistra ha "appassito" in un solo attimo tutte le bandiere tricolore sotto Monte Mario. 

La partita è finita in quel momento perché, una volta tornata sulla terra rossa romana con una vistosa fasciatura, Sara è rimasta in campo per la gloria e l'ammirazione dei tanti tifosi. Non ha voluto gettare la spugna. Ha preferito collezionare un 6-0 nel secondo parziale piuttosto che dire "ragazzi, non ce la faccio". Tutto il Foro ha apprezzato il gesto – non solo per le ripercussioni regolamentari per la finale di doppio – e le ha tributato l'applauso più sincero.

Serena, quasi in silenzio e senza grandi festeggiamenti, torna a trionfare a Roma come lo scorso anno, un ottimo biglietto da visita in vista di Parigi.

Alla capitale transalpina penserà ancor di più Nole Djokovic dopo aver battuto il suo grande rivale Rafael Nadal. Il re della terra colleziona un "secondo posto" che fa il paio con le eliminazioni premature a Montecarlo e Barcellona. Forse senza l'infortunio del giapponese a Madrid, il maiorchino delle Baleari sarebbe arrivato sulle rive della Senna senza vittorie europee all'attivo. Una rarità come la neve in Egitto ad agosto.

Il serbo colleziona la prima vittoria con Becker al box. La cura del tedesco non è ancora tangibile e visibile ma Nole assicura che la sua presenza è molto importante per alzare ancora l'asticella del suo tennis. La finale ci ha regalato un Nadal straripante nella prima frazione e non di rincorsa, come era successo con Murray&Co. Poi l'uomo di Belgrado ha alzato di giri il suo motore senza lasciare scampo e occasioni allo spagnolo. Se ripensiamo anche all'intero torneo, il successo di Djokovic è assolutamente meritato e la sua semifinale vittoriosa con Raonic acquista ancor più importanza. 

Nole e Serena fanno tre, come i successi nel torneo capitolino. Un torneo che non ha nulla da inviare alle tappe più prestigiose del circuito. Potrebbe essere un mini-Slam allargato a dieci giorni e con un tabellone più ampio
Ma questo è un altro discorso. Ora bisogna celebrare la numero uno femminile e il numero due, con finestra su Parigi, tra gli uomini. Oltre che Sara, esempio di sport per tanti appassionati, non solo di tennis.