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Roger come Penelope

Pubblicato il 14 maggio 2014

Roger Federer vola via da Roma, come se fosse un ago di pino spazzato lontano dalla fresca tramontana di oggi al Foro.
Arrivato all'ultimo momento dopo un summit allenatore-moglie-tate-pannolini, il campione di Basilea è stato sorpreso dal francese Jeremy Chardy, nella sua prima giornata di gloria della carriera.
Federer per Roma vuol dire tantissimo.
Forse più di Djokovic, sicuramente più di Nadal, i fans dello svizzero hanno invaso il Centrale all'ora di pranzo come se fosse la rivincita della sciagurata finale dello scorso anno contro il mancino maiorchino numero uno al mondo.
Si trattava di un primo turno, sulla carta anche agevole. Nemmeno il tempo di prendere posto e la classe del sette volte campione di Wimbledon, coadiuvato nel box atleti da Stefan Edberg, aveva già incasellato a sua favore la prima partita. I tanti papà con al seguito i loro figli (futuri campioncini) stavano già decidendo se prendere, di lì a poco, un cono gelato o andare a vedere gli allenamenti di Rafa Nadal prima del suo debutto.

Tutto rimandato perché il francesino dalla maglietta giallo elettrico decideva di aggiudicarsi, abbastanza agevolmente, il secondo parziale. Un piccolo brivido per il Foro, ancora inconsapevole del finale thrilling. Roger, sempre impassibile nella sua mimica facciale, era altamente infastidito dal vento che soffiava nel campo più importante di Roma, variando sensibilmente le traiettorie delle palline gialle.
Quando le condizioni diventano così "mutevoli" e di difficile interpretazione la classe e l'esperienza dovrebbero contare tantissimo.

E invece il francese trovava ritmo mentre Roger faceva e disfava come Penelope: tanti vincenti, alcuni colpi sublimi, ma una valanga di errori gratuiti. Si arriva al tie-break, decisivo.
Roger ha l'occasione di allungare il suo lussuoso pernottamento nella Città Eterna ma a uscire dal Centrale con le braccia alzate è Chardy.

I figli chiedono ai genitori se è vero. "Ma come papà, veniamo noi la prima volta a vedere Roger e perde?" Povero bimbo.
Chissà papà Roger cosa dirà ai neo gemelli quando gli chiederanno, tra qualche anno, cosa ha fatto la prima volta che è tornato in campo dopo la loro nascita…

Potrà sempre dire di aver avuto la testa altrove.