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LA PARTITA DEI RIMPIANTI

Pubblicato il 5 aprile 2014

Vi raccontiamo la partita che poteva essere, ma non è stata.

Una partita durata ufficialmente 3 ore o pochi minuti in più, ironia della sorte la stessa durata del primo incontro tra Fabio Fognini e James Ward, ma che in realtà ha avuto anche una notte di riflessioni e rammarichi.
Il match in questione è quello del pareggio della squadra di Sua Maestà in territorio partenopeo grazie al 3-0 di Andy Murray contro l'altoatesino Andreas Seppi.
La non-partita è quella delle occasioni mancate. Seppur il nostro numero 2 partisse da sfavorito, contro il top player di origini scozzesi ha avuto almeno tre nitide occasioni per complicare l'incontro all'ex allievo di Ivan Lendl. Tre occasioni che avrebbero potuto infiammare il pubblico napoletano, questa volta sì a livello di decibel uguale a quello inglese, e costretto Murray a una maratona più lunga e forse più rischiosa.
Occasioni "spalmate nel tempo" tra il quasi tramonto di venerdì e la calda mattinata di sabato. Il primo giorno poteva chiudersi ancor più con il sorriso per la squadra guidata dal ct Barazzutti se Andreas avesse fatto sue quattro occasioni sul 5-4. Invece no. Mentre gli occhi iniziavano a fare un po' più di faticare a distinguere la pallina per il lento calare del'oscurità, Murray rispondeva da campione e rimandava tutto al 5-5 del giorno dopo. Nella sua camera d'albergo Andreas avrà pensato e ripensato a quelle occasioni. Tornare sul rosso in riva al mare sull'1-1 avrebbe avuto un altro sapore.

E invece no.

Ventiquattr'ore dopo il terreno è ancor più pesante, dopo l'abbondante pioggia sotto le stelle, e i due contendenti scendono in campo con mezz'ora di ritardo. Andreas dà l'impressione di essere sempre a un passo, a un centimetro, forse a un millimetro di differenza dall'ultimo campione di Wimbledon, ma quella minuscola distanza, nei momenti chiave dell'incontro, diventa chilometrica. Strappa il servizio, ha l'occasione di portarsi sul 4-1 con tutta l'inerzia dalla sua parte e… invece no.
Murray, seppur non al massimo delle sue qualità, riesce a rimanere agganciato con le unghie al terzo set a portarlo a casa per 6-3. La partita che avremmo voluto vedere sfuma con le braccia al cielo e il grido di vittoria di C'mon Andy.

Seppi poteva sfiancare e tenere sul campo la stella della squadra inglese con benefici per tutti: per lui, grande maratoneta, che poteva sognare il colpo storico dopo cinque sconfitte consecutive; per il doppio Fognini-Bolelli che speravano, sotto i baffi, di non dover affrontare lo stesso Murray in coppia con Fleming; per Fabio che dovrà battagliare, un po' acciaccato, contro Andy nel singolare di domenica, la partita che potrebbe sentenziare il passaggio del turno di una delle due nazionali.
La partita che non c'è (stata) era proprio dietro l'angolo. Peccato non aver svoltato di pochi passi.