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IL MEGLIO DI MELBOURNE

Pubblicato il 27 gennaio 2014

Greatest Hits della doppia settimana tennista dell’emisfero australe.

Voto 10: Stanislas Wawrinka, vincitore due volte. L’eterno secondo si è fatto grande. Ha prima vendicato la sconfitta al quinto set dello scorso anno contro Nole Djokovic per poi battere di classe e di testa Rafa Nadal, seppur dolorante, nella finale serale di domenica. Ora è il numero uno della Svizzera tennistica dopo aver scalzato un certo Sir Roger Federer dal trono elvetico dopo 13 anni e 680 settimane. Semplice, efficace, vincente.

Voto 8: la silenziosa Na Li. Tanto parlare di Serena, tanto parlare di Maria Sharapova, tanto parlare di Vika Azarenka. Eppure la cinese di Wuhan, quasi silenziosamente, ha portato a casa il suo secondo Slam in carriera dopo il Roland Garros del 2011. La terza volta, nel caldo australiano,  è stata quella buona dopo le finali perse contro Kim Clijsters e Vika. Solo 18 punti la separano dalla seconda posizione mondiale. Meritatissima.

Voto 7,5: il volto di Flavia Pennetta. L’immagine della felicità italiana sul cemento azzurro di Melbourne. Ha espresso un ottimo tennis e, soprattutto, un modo di intendere lo sport e la competizione con molta professionalità ma senza tralasciare il sorriso e la vita reale. Da lezione per molte colleghe.

Voto 7: la brigata Roger Federer, Rafa Nadal e Nole Djokovic. Sprazzi di rinascita nonostante la vittoria di Wawrinka. Roger, grazie alla cura Edberg, ha ritrovato un po’ i colpi che lo hanno reso celebre. Si è dovuto inchinare (nuovamente) a Rafa Nadal nel Clasico degli ultimi anni ma si è difeso con onore. Il maiorchino, per alcuni eroico per altri folle nel rimanere in campo con il dolore alla schiena durante la finale, ha accarezzato il torneo perfetto fino al gradino finale. Che l’uomo da battere sia lui non c’è ombra di dubbio. Diverso il caso di Nole: la cura Becker deve ancora entrare nelle vene dell’ex numero uno. È apparso stravolto a fine match contro Stanislas, strano per un perfezionista del fisico come il serbo.

Voto 6,5: Sara Errani&Roberta Vinci, per non soffrire di solitudine. Il voto rispecchia la media tra il trionfo esaltante in doppio, con rimonta nel set decisivo, e le brutte performance nel singolare femminile. In coppia sono ancora le migliori fra tutte, da sole soffrono di solitudine. Orgoglio nazionale.

Voto 5: il ritorno di Andy Murray. Al rientro dopo l’infortunio, ha dovuto concedere il passo allo svizzero nel primo confronto diretto a parti “invertite”. L’inglese più in alto in classifica ATP, Roger a inseguire. C’è ancora molto lavoro da fare. Ma questo coach Lendl lo sa bene.

Voto 2: la maglia di Tomas Berdych. La sua versione “pallonara” del giocatore di tennis, con un’improbabile tenuta a strisce biancazzurre verticali, è stata una delle immagini più brutte degli ultimi anni.

Agli sponsor sarebbe bene dire di no alcune volte, almeno per la pace dei sensi.