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TOMMY&TOMMY

Pubblicato il 20 dicembre 2013

Un talento cristallino, l’uomo nuovo della Germania dopo i fasti dell’epoca Becker-Stich. Un giocatore capace di arrivare fino al numero due della classifica mondiale dopo una finale di Roma nel 2002 all’età di 24 anni; un tennista capace di aggiudicarsi la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Sydney battuto solo dal russo Kafelnikov.

Thomas “Tommy” Haas è stata la scommessa tedesca del nuovo Millennio. Tutto quello che il tennis gli poteva regalare gli è stato (in parte) tolto. Il nativo di Amburgo ha battuto sul campo campioni della racchetta come Sampras, Agassi o Federer. Se il talento si potesse quantificare con una scala di misurazione, il suo livello non era inferiore ai due americani o allo svizzero di Basilea.

Un predestinato. I tanti infortuni e i molti problemi famigliari si sono però interposti durante la sua carriera. Una carriera che ha ritrovato forza e luce nel 2013. 
L’anno che si sta per concludere per Tommy ha il sorriso di Valentina, sua figlia di tre anni, la donna che gli regala gioie superiori a una semifinale di Wimbledon. Tommy ha ritrovato un po’ di serenità e i risultati sul campo, nonostante i suoi 35 anni di età, non si sono fatti attendere.

Nel 2012 era ai margini dei migliori cento, ora è il numero 12. Una risalita partita già dodici mesi fa con la vittoria di Halle nel torneo 250 pre-Wimbledon. L’amore per il tennis e la sua voglia smisurata di tornare tra i migliori, lui che migliore è stato, gli ha permesso di recuperare una forma fisica invidiabile (magari tutto i 35enni fossero così…). Si è permesso il lusso di sconfiggere quest’anno, nel torneo di Miami, l’ex numero uno al mondo Novak Djokovic. Un privilegio che non gli succedeva da quasi un decennio quando Tommy riusciva ad alzare le braccia al cielo contro Sampras o Federer. 

Un ritorno nel salotto buono del tennis mondiale frutto di motivazioni mentali e ricostruzione sportiva. Haas non poteva rientrare nella top 10 giocando come all’inizio del secolo. Era consapevole di dover cambiare qualcosa e lo ha fatto grazie all’infinito talento. Preserviamo il suo rovescio in una ghiacciai per insegnare ai più piccoli la bellezza del suo colpo.

Tommy chiama Tommy. Curiosità del caso anche un catalano con lo stesso nome (un vezzo del padre per la sua passione smisurata per un album degli Who) è rinato nel 2013: Tommy Robredo. Il tennista spagnolo ha fatto da sempre parte della banda vincente della Roja, con Nadal, Ferrer, Almagro e Ferrero. Un talento solo un gradino sotto Haas, ha raggiunto come best ranking il numero 5 del mondo dopo aver trionfato nel suo unico Master 1000, quello di Amburgo (città natale di Haas, curiosità del caso…) nel 2001.

Come Haas condivide dolori fisici e caduta negli inferi della classifica Atp. Come Haas ha saputo aspettare, combattere e risalire. Come Haas lo ha fatto solo grazie all’amore per il tennis, un motore colmo di energia e adrenalina. Si è ricostruito da zero, a partire dalla schiena. 
Una prova del suo ritorno? Provate a riavvolgere il nastro del Roland Garros di quest’anno: batte in serie Sisjling, il padrone di casa Monfils e il connazionale Almagro, tutti e tre sconfitti dopo essere stati in vantaggio per due set a zero. Se non è tenacia questa… Ah, provate anche a chiedere cosa ne pensa Sir Roger Federer. L’ex numero uno del mondo ha dovuto lasciare campo libero a Robredo durante gli ultimi US Open.

Tommy e Tommy, una splendida pagina di sport del 2013.