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L’ALTRO LATO DELLA TAVOLETTA

Pubblicato il 21 novembre 2013

È l’altro lato della croce bianca su sfondo rosso. È l’altro lato della tavoletta di cioccolato. La Svizzera tennista si sta abituando, giorno dopo giorno, a conoscere e considerare con più attenzione il fratello “povero” di Sir Roger Federer: ovvero Stanislas Wawrinka.

“Povero” perché ha avuto la sfortuna di nascere e giocare nel periodo di massimo splendore di uno dei talenti più forti di sempre di racchetta e pallina. Roger rappresentava un intero paese. Le sue vittorie non erano individuali ma collettive. Stanislas, come tanti suoi colleghi, non poteva far altro che ammirare e applaudire. La Svizzera si specchiava solo nei trionfi di Sir Roger.

Non per questo il nativo di Losanna di origine polacca – un vero mix di nazionalità con il padre tedesco e i nonni originari della Repubblica Ceca – non si è ritagliato fin da subito uno spazio importante, seppure nell’ombra. Nato nel 1985, nel 2003 vince il titolo juniores del Roland Garros, ironia del caso la superficie meno amata del connazionale Roger. Vanta in carriera solo quattro titoli di singolare con una percentuale di vittorie/sconfitte appena sopra il 50%.

Nel 2008, sotto lo smog della Pechino Olimpica, vince la medaglia d’oro del doppio. Inutile dirvi chi era il suo compagno sotto rete… 

L’anno che si sta per concludere ha un sapore speciale per Stanislav, un giocatore con uno splendido rovescio a una mano (quasi una rarità ormai nel circuito). Lui, giocata dopo giocata, riusciva a scalare le classifiche ATP fino ad arrivare al Master finale di Londra. “L’altro”, Roger, ha vissuto la stagione più brutta, sia in termini di risultati che di gioco, da quanto calca il circuito internazionale. Allo stato dei fatti li dividono solo due posizioni in classifica. Stanislav è ottavo mentre SirR. occupa la sesta casellina.

Proprio il recente torneo sotto il tendone della City ha dimostrato che il ragazzo di Losanna può condividere il palcoscenico con gli altri maestri della top-ten. Nell’incontro contro Rafael Nadal ha più volte strappato applausi e consensi seppure, alla fine del match, è dovuto uscire nuovamente sconfitto. Una maledizione quella del maiorchino (vi ricorda per caso una maledizione di un suo connazionale?!): dodici incontri e dodici vittorie contro il ragazzo delle Baleari. Per gli addetti ai lavori quello contro Nadal è stato il match più bello visto ai Master. Stanislas, commentando la sconfitta, in perfetto stile svizzero e diplomatico, ha sentenziato: “Non bastano gli applausi e i complimenti per vincere. Bisogna portare a casa i punti decisivi”. Chapeau.

Ecco, manca solo un piccolo gradino per rimanere tra i più forti. Tecnicamente non è ai livelli di Djokovic e Nadal ma può rimanere nel gruppo degli inseguitori, tra cui Murray, Del Potro, Ferrer e Berdych, per diversi anni. 

La Svizzera sta per salutare uno dei giocatori più grandi di sempre, senza rammarico. A prendere il posto di Federer ci sarà Stanislas, ma attenzione: nessun paragone, nessuna competizione, nessun raffronto con i trofei vinti. Stanislas non è Roger e non lo sarà mai.