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NOLE SULLE ORME DI BORG

Pubblicato il 15 novembre 2013

Sarà il trionfo di un solista o la vittoria di una squadra? Tutto è pronto per l’atto conclusivo della Coppa Davis 2013 a Belgrado. Da un lato i padroni di casa dell’ex numero uno al mondo, fresco vincitore del Master di Londra, Novak Djokovic e dall’altra la Repubblica Ceca di Thomas Berdych, detentrice del titolo.

L’insalatiera cerca il suo nuovo proprietario. Pronostico molto aperto anche (o per causa) dell’infortunio del numero 2 serbo Janko Tipsarevic. Già in condizioni precarie dopo l’incidente al piede dello scorso ottobre, è stato escluso dal quartetto titolare dal ct Obradovic. A dare una mano al leader Djokovic ci sarà un 23enne, numero 117 del mondo: Dusan “Duki” Lajovic. Difficile o quasi impossibile che possa portare un punto in classifica, più probabile un suo ruolo da “stanca-avversari”. In pratica, cercare di mantenere sul cemento del palazzetto di Belgrado più ore possibili il duo Berdych-Stepanek. 

La giornata da bollino rosso sarà quella del doppio. Lì, salvo sorprese, si deciderà il proprietario dell’insalatiera più famosa del tennis con i suoi 102 anni di anzianità. La Repubblica Ceca schiererà i suoi due migliori giocatori, la Serbia risponderà con gli specialisti Bozoliac-Zimonjic, sempre che Djokovic non scenda in campo anche in quell’occasione. Nole, infatti, è in uno straordinario periodo di forma. Dopo la sconfitta in finale contro Rafa Nadal agli US Open, ha inanellato 22 vittorie consecutive. Prima la doppia tappa in terra cinese (Shanghai e Pechino), poi la vittoria dei Maestri nella City proprio contro il mancino di Manacor. 

Inutile ripetere che la finale di quest’anno sembra un uno contro tutti. Le due nazionali, al terzo confronto in quattro anni, si affrontano però per la prima volta nell’atto conclusivo. Se consideriamo anche le sfide dei vecchi stati (Cecoslovacchia e Jugoslavia) il bilancio pende leggermente in favore dei cittadini di Praga (6-5). La Repubblica Ceca punta a diventare la prima nazione dopo la Spagna a difendere il successo da quando esiste il World Cup Group, la quinta in assoluto dopo USA (81-82), Svezia (84-85 e 97-98) e Germania Ovest (88-89).

Djokovic riuscirà a ripetere l’impresa di Björn Borg? Il biondo talento di Södertälje vinse “da solo” la Coppa Davis del 1975. Il suo compagno di squadra di allora era Ove Bengtson, numero 106 in classifica, non proprio un grande supporto in termini di talento e risultato. 

Ironia della sorte: la Svezia vinse quella finale contro la Repubblica Ceca di Ji?í H?ebec e Jan Kodeš pochi giorni prima di Natale. I cechi si augurano di non ricevere lo stesso regola da un Babbo Natale (in forte anticipo sulla tabella di marcia) che gioca a tennis, ha i capelli neri e non porta la barba bianca. Un ragazzo che è stato per molto tempo il numero uno ATP. Un ragazzo che vuole rimanere imbattuto per altri 3 incontri.

Nole vs tutti. Vinca il migliore.