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I BALLERINI CON LA RACCHETTA

Pubblicato il 12 novembre 2013

Il tempo è fondamentale. Il movimento ancor di più. Chi si ferma è perduto.

Sono molti i colpi che si possono analizzare durante una partita di tennis. Da quelli classici – servizio, dritto o rovescio – a quelli in via di estinzione – volée e demivolée. Ogni allenatore ha le proprie teorie sulla giusta impugnatura o sull’utilizzo dei colpi a voi più congeniali. In una cosa saranno però d’accordo: mentre siete su un campo da tennis dovete stare sempre in movimento.

L’errore tipico degli amatori, a differenza dei “colleghi” professionisti, è la staticità dopo aver effettuato il proprio colpo. Quando il nostro dritto ha sorpassato la rete, ci spostiamo sempre verso il centro del campo. In alcune occasioni, anche solo per un attimo, ci fermiamo ad aspettare il colpo di ritorno del nostro avversario immobili. Un errore che potrebbe essere fatale.

Attenzione: spostarsi è indispensabile ma guai a farlo a casaccio; senza aver imparato i giusti movimenti dei piedi e del corpo le nostre “passeggiate d’attesa” potrebbero essere un vero handicap. Provate a guardare i piedi di Djokovic, Nadal o Federer, Serena Williams o una delle nostre ragazze, fresche vincitrici della Fed Cup. Per un attimo immaginateli dei ballerini o non dei fuoriclasse della racchetta. Nonostante siate sui gradoni dello stadio o davanti alla tv, immaginate di essere alla Prima de La Scala per il debutto del Canto del Cigno o loro i ballerini tanto attesi.

I giocatori professionistici lavorano molto sul footwork, una disciplina ormai considerata a pieno titolo parte della tecnica di base. Non un semplice riscaldamento o qualche spostamento prima di un cesto di palline di dritto. Muoversi, muoversi sempre, per guadagnare attimi preziosi.

Lo splendido sport di racchetta e pallina è composto da due fasi: la ricerca di palla e la ricerca di campo. Tutte le due fasi hanno la stessa importanza. In questo caso dei saltelli a gambe unite, prima che l’avversario colpisca la palla, potrebbe essere la soluzione più congeniale! Sono gesti quasi automatici e ripetuti milioni di volte durante una partita. 

In gergo vengono chiamati split step: servono ad aumentare l’esplosività e la fluidità del movimento successivo che porta alla ricerca della palla. Quando la racchetta dell'avversario ha toccato la pallina per rimandarcela nella nostra metà, noi saremo già in fase discendente e sfrutteremo la forza di gravità per creare un "effetto molla" con le nostre gambe che ci aiuteranno a scattare o muoverci in direzione della stessa.

Ovviamente non dobbiamo fare salti da canguro. Anche qualche centimetro in più potrebbe farci andare “fuori giri” e fuori tempo. Come se un ballerino sbagliasse il suo passo.

Vi sembra tutto semplice? Bene, fate un allenamento con un vostro amico. 
Procuratevi un fischietto. Ditegli di usarlo emettendo un suono ogni volta che sta per colpire la palla e voi, ad ogni suono, dovete fare uno split step e subito dopo posizionarvi per colpire la pallina. 

Pronti per il debutto alla Scala?