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LA SECONDA OPPORTUNITÀ

Pubblicato il 22 ottobre 2013

Martedì sera, ore 19:30. La vostra giornata lavorativa è ormai alle spalle, la lunga serie di email di risposta un lontano ricordo. Siete sul vostro amato campo da tennis per il primo allenamento della settimana. Avete snodato e abbandonato la cravatta nello spogliatoio, così come il vostro tailleur. Vi aspetta un’ora e mezza di intenso agonismo.

Qualche palleggio, poi via con una sessione di diritti incrociati. Dopo un quarto d’ora vi sentite più sciolti, avete voglia di forzare qualche colpo. È la volta del rovescio lungolinea, non importa se a una o due mani, l’importante è che sia uscito dalla vostra racchetta con forza e precisione. 

Il sudore vi dimostra che vi state allenando bene. Iniziate la sessione di colpi di volo; non è importante se i professionisti quasi non scendono più a rete, voi siete amanti del bel gioco e la volée va sempre raffinata, passo dopo passo, pallina dopo pallina. Il tempo “vola”. Se in ufficio contate le ore che servono a timbrare il cartellino, sul campo rosso i minuti corrono al triplo della velocità.

Il vostro maestro vuole perfezionare un colpo in cui vi vede un po’ in difficoltà: la seconda di servizio. Subito pensate: “No, che noia!”. Non un cesto intero di palline, bensì due. Siete svogliati. Fidatevi, ha ragione lui.

La seconda palla è considerata quasi un allenamento di serie B. Molti credono che sapere tirare un buon servizio (la prima) sia automaticamente una garanzia di successo. Non è così. Tecnicamente bisogna imparare a giocare una seconda in top spin, o meglio quello che in gergo tecnico è ribattezzato kick serve. Una presa più chiusa, un’inarcamento della schiena più marcato. Cercate la sicurezza, non uno doppio fallo da regalare al vostro avversario. Il top spin non è ovviamente l’unica soluzione, c’è sempre lo slice. Una pallina colpita in maniera diversa, con un salto nel campo avversario meno marcato ma che tenderà a scappare via.

C’è un consiglio universale: dovete creare una costante, una routine. I movimenti meccanici posso ridurre il peso psicologico della pressione, inevitabile quando si serve una seconda con un punteggio delicato. Chiedete al vostro maestro di giocare brevi partite (magari agli 11) solo con seconde di servizio. Vi renderete conto che l’errore o una palla troppo morbida potrebbero mettervi in forte crisi.

Sampras, Nadal, Federer, McEnroe. Grandi si diventa anche curando i particolari che posso sembrare marginali. Buon cesto di seconde!