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QUESTIONE DI EMISFERI

Pubblicato il 11 ottobre 2013

La loro forza non nasce solo dal talento. La loro energia non nasce solo dall’allenamento. Le loro vittorie non sono solo frutto di strategie tattiche, disciplina e forza caratteriale. La loro forza è dentro al loro cervello. 
Di chi stiamo parlando? Dei tennisti mancini, ovviamente. 

Una categoria alle quale appartengono i più talentuosi numero uno della storia della racchetta nonché l’attuale dominatore della classifica Atp, il mancino Rafa Nadal.

Andiamo con ordine. C’è qualcosa che unisce Leonardo con John McEnroe, Picasso con Rod Laver oppure Michalengelo con il già citato campione di Manacor? Sì, il loro utilizzo della mano sinistra. Come sappiamo il cervello umano è diviso in due emisferi che si “dividono” le funzioni cognitive da quelle motorie. Il loro controllo è incrociato, ovvero l’emisfero sinistro è quello dei destri, il destro è quello dei mancini. Con una piccola differenza: nei giocatori mancini le funzioni non sono così rigidamente rovesciate. La gestione dello spazio e il controllo della gestualità risiedono entrambe nella parte destra.

Cosa determina, sul campo, tutto questo? Che sono più veloci. Non di gambe bensì di cervello. L’Istituto Nazionale dello Sport di Parigi, guidato dal Prof. Guy Azémar, ha quantificato in 30 millesimi di secondo il tempo guadagnato da un mancino. Questa differenza può apparire minima e irrisoria ma in realtà permette di anticipare i colpi, sia da fondo campo che a rete (anche se ormai non ci va più nessuno). Questo guadagno temporale è un vantaggio molto importante per sport di reazione rapidi: pensiamo alla boxe, al ping pong oppure alla scherma.

C’è di più. Sempre secondo il Prof. Azémar esiste un doping naturale per i giocatori che impugnano la racchetta con la sinistra. Tali atleti, infatti, parlano molto durante la partita per favorire la loro concentrazione e il rendimento sportivo sul campo. Il linguaggio è controllato dall’emisfero opposto, senza intaccare l’attività sportiva. I destrorsi, al contrario, se svolgono un’intensa attività di chiacchiera (sia motivazione che di polemica contro gli arbitri o i giudici di linea) nuocciono alla propria prestazione.

Lo scetticismo per questi studi non manca. Una statistica però corre a favore dello studioso parigino. Nell’intera popolazione mondiale i mancini rappresentano circa il 10%. Nello sport, a livello professionistico e come numeri uno, la percentuale aumenta dal 20 fino a raggiungere il 40%. Non può essere tutto frutto del caso.

Tra le righe rosse e tra i ciuffi verdi del tennis possiamo ricordare campioni come Laver, Connors, McEnroe, Vilas, Ivanisevic, Forget, Leconte e ultimo, solo in ordine di tempo, Rafael Nadal. La lista si allunga se usciamo dal Country Club. Valentino Rossi, Ayrton Senna e Diego Armando Maradona sono tre casi emblematici di fenomeni sinistri.

Photo Credits: Neale Cousland / Shutterstock.com