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IL DESTINO DI UNA BANCONOTA

Pubblicato il 21 agosto 2013

Piccolo sondaggio tra i nostri appassionati. Indossate, dopo tanto tempo, un paio di pantaloncini estivi. Ritrovate, con grande stupore e un po’ accartocciata, una banconota da 10 euro nella tasca sinistra. Avete voglia di investire subito l’ingente quota capitale, “miracolosamente ritrovata”, in una scommessa sportiva. Trovate quella che fa proprio al caso vostro in una ricevitoria battente bandiera inglese.

Chi sarà il prossimo giocatore a conquistare il Grande Slam, ovvero vincere i quattro tornei più prestigiosi in un unico anno?”.

Che fine farà la vostra banconota dal colore rosso? Punterete sull’attuale numero uno al mondo Novak Djokovic o sul suo nuovo grande nemico Rafa Nadal? Azzardate il nome di Andy Murray o siete dei nostalgici di Sir Roger Federer, nonostante il suo lento declino dalle posizioni di vertice?

Proviamo a ragionare al di là delle quote realmente riprodotte sul monitor lcd. Chi è il più indicato per trionfare nell’anno perfetto? Chi ha le caratteristiche tecniche e tattiche per portare a casa le quattro coppe più importanti?

Una posizione di forza la ricopre certamente il mancino di Manacor, non solo per la sua attuale condizione di forma. Dal suo rientro dall’infortunio ha macinato un’infinita quantità di vittorie, sia sul rosso che sul cemento. Allo stato attuale è il favorito numero uno per la vittoria finale dell’US Open dopo i trionfi (3 su 3) sul cemento nel 2013. Ma non solo. Nadal, e con lui Federer, ha già vinto tutti e quattro gli Slam anche se non in un unico anno. Evento che Djokovic non ha ancora completato (manca la vittoria sul rosso di Parigi).

Nadal parte sempre come favorito in tutti e quattro i tornei. O tra i favoriti. Gli altri tre contendenti sono in una posizione “di minoranza” quando si parla di Roland Garros. Rafa ha nelle sue corde l’anno perfetto nonostante le difficoltà incontrate gli ultimi anni a Wimbledon sul “verde”.
Il medesimo discorso può (o poteva) essere rivolto a Roger Federer. La classe dello svizzero non è in discussione ma una sua vittoria, anche considerando l’età e lo stato di salute della sua schiena, è quantomeno un azzardo.

Discorsi distinti per Djokovic e Murray. Partiamo da quest’ultimo: ha scacciato il demone di Fred Perry dall’albo dei trionfatori di Sua Maestà quest’anno sull’erba inglese e ha iscritto il suo cognome dodici mesi fa nei vincitori nella Grande Mela. E’ giunto per tre anni, quasi consecutivamente, alla finale di Melbourne. Difetta, e non da oggi, sul rosso parigino. Il suo miglior risultato è una semifinale nel 2011. Difficile che possa trionfare, nell’era Nadal, sotto la Tour Eiffel a meno di sorprese o defezioni. 

Tappa parigina che manca nella ricca bacheca di casa Djokovic. Nole, come tanti, si è dovuto inchinare al mancino tutto muscoli delle Baleari nella finale del 2012 e nella semifinale da più di 4 ore di gioco di quest’anno. Gli altri tre Slam sono ampiamente alla sua portata. 

Dove finirà la vostra banconota?