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Un corpo e tanti seggiolini

Pubblicato il 12 febbraio 2013

4.517 il sabato, 4.446 la domenica.

Sono i seggiolini riempiti di calore e passione durante la sfida tra Italia-Stati Uniti a Rimini. Un duello lungo, emozionante, sofferto ed entusiasmante. Rimini è stata la dimostrazione che il tennis italiano affascina il pubblico. Seppur con qualche diffidenza iniziale (un po’ “freddo” durante i primi scambi), si è appassionato con la rimonta delle nostre ragazze.

La rimonta ha un nome e un cognome: Roberta Vinci.

Uscita stremata dalla prima giornata di gara contro la mancina tutta potenza Varvara Lepchenko ha dovuto soffrire e gestire il suo corpo. Evento tutt’altro che semplice. Doveva recuperare il punto perso dalla sua amica Sara Errani, sempre per mano della uzbeka nazionalizzata da Washington. L’Italia era sotto 2-1, una sconfitta voleva dire passaggio del turno per le ragazze di Mary J. Fernandez (i suoi occhi così sereni e dolci sono una gioia per tutti i tennisti. Chi non vorrebbe avere un capitano come lei?).

Una sconfitta poteva maturare per la superiorità dell’avversaria ma anche per una rinuncia del corpo della salentina. Lei, infatti, è scesa in campo con un vistoso cerotto (azzurro) per tenere il muscolo caldo dopo i crampi delle precedenti 24 ore.

Un brivido è passato lungo i 4.446 seggiolini del Palasport quando Roberta, in evidente debito di ossigeno, è stata raggiunta e superata nel 2°set dall’americana Hampton. Che fare? Le forze ci sono ancora? E se si, quanto dureranno?

Un atleta, nonostante il capitano della Nazionale sulla propria panchina e 4.446 seggiolini che ti incitano, è uno sportivo solo in campo. Pensa, riflette, impreca, si carica, si scoraggia. Roberta sicuramente avrà pensato “E’ il terzo decisivo set, non posso sbagliare. Devo dare tutto ma mai strafare altrimenti la mia gamba mi darà troppo fastidio e per l’Italia sarà la fine”. Avrà pensato al doppio, avrà pensato in continuazione.

I pensieri, fortunatamente per i colori azzurri, hanno preso la strada della vittoria. Una facile terza frazione di gioco nell’ultimo singolare e il 6-2, 6-2 di grande solidità con l’amica Sara per far esplodere di gioia i 4.446 seggiolini.

Roberta ha dimostrato grande orgoglio e saggezza nel “controllare” il corpo. Non solo per lei ma anche per le bandiere tricolori sugli spalti. Un grazie va sicuramente allo staff medico e ai massaggiatori. Un grazie alle nostre ragazze.

Ora, dopo Pasqua, facciamo le valigie e andiamo a sfidare le numeri uno della Repubblica Ceca.