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Noi e loro

Pubblicato il 30 gennaio 2013

Noi abbiamo appena superato i 150 anni d’etá, loro sono nazione indipendente dal 1991.

Loro sono riusciti ad esprimere un grande talento del tennis mondiale: Goran Ivanisevic. Capace di arrivare fino al numero 2 al mondo, la vetta dell’Olimpo era di Pete Sampras. Nella sua bacheca, oltre a infiniti aces e servizi a tutta velocitá, il trofeo più prestigioso di Wimbledon nel 2001 partendo come wild card.

Noi il migliore degli ultimi anni lo stiamo esprimendo questa settimana: Andreas Seppi. L’altoatesino è entrato nei primi 20 dopo le belle prestazioni in Australia, attraverso solidi e costanti miglioramenti.

Loro ci hanno battuto due volte, sempre con lo stesso punteggio: 3-2. La prima, nel 2001 a Roma; la seconda, 7 anni dopo a Dubrovnik. Il bilancio, al momento, è tutto a loro favore.

La cittá che si appresta a tingersi di rosso (il campo del Palavela) e di blu (le bandiere del pubblico sugli spalti) ci lascia ben sperare. Torino è stata sede Davis per 10 volte, 8 delle quali vincente. L’ultima tanto tempo fa: era il 1980 e contro la Svizzera fu “cappotto”, 5-0.

Il nostro selezionatore, Corrado Barazzutti, è a un passo dal record di presenze in panchina detenuto da Adriano Panatta (29). Il loro coach, Zeliko Krajan, ha preso in mano la squadra 12 mesi fa.

Noi siamo ai blocchi di partenza per il secondo anno consecutivo nel gruppo dei migliori, dopo un’assenza di 12 stagioni. Loro l’anno scorso persero dalla Germania al primo turno, per poi vincere ai playoff contro il Sudafrica.

Noi schieriamo Seppi-Fognini-Lorenzi-Bolelli. Loro rispondono con Cilic-Dodig-Veic-Pavic. Noi siamo l’Italia, loro la Croazia.

Che le palline entrino in campo.