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Combattere il sol leone (a Gennaio)

Pubblicato il 8 gennaio 2013

Prendete un punto qualsiasi in Europa: Colosseo, Tour Eiffel o Trafalgar Square. Tracciate una lunga (lunghissima) linea diagonale sulla cartina del Mondo, da ovest a sud est. Se avete abbastanza inchiostro nella penna riuscirete a raggiungere Melbourne, Australia, prima tappa del nuovo anno e subito primo Slam.

Dimenticate il vostro nuovo cappellino rosso regalato a Natale, lasciate a casa i guanti in pelle marrone. Qui, nel continente dei canguri, è piena estate! Babbo Natale, dopo le sue scorribande nei camini del Vecchio Continente, si concede un riposo in infradito.

Giocatori e giocatrici cercano di prepararsi al meglio. Chi si presenta in Australia diversi giorni prima per smaltire il fuso orario e adattarsi al clima ferragostano, chi cerca tappe intermedie (vedi Federer) a Dubai dove l’afa non manca. Tutti con un unico obiettivo: preparare il fisico al sudore.

Ad inizio stagione il corpo non è ancora “rodato” al meglio; c’è bisogno di pazienza e un’adeguata tabella di allenamento per non farsi trovare impreparati.

All’afa, però, non c’è rimedio. Quante volte, guardando una partita a notte fonda in Italia, abbiamo visto giocatori stremati dai crampi. Oppure giocatrici che non vedono l’ora di ripararsi sotto l’ombrellone. C’è chi si nascondeva dopo ogni 15 a fondo campo dove c’era l’ombra…

Certo, gli organizzatori in molti casi ci hanno messo lo zampino: partite ad orari impensabili stile finale Italia-Brasile mondiali calcio 1994 quando si giocò a mezzogiorno a Pasadena (California) in pieno luglio, con l’umidità alle stelle.

Ora i terreni da gioco sono migliorati, il tetto del centrale si può coprire quando la giornata è da superbollino rosso. Il pittoresco pubblico ha il suo personalissimo kit di sopravvivenza: crema solare, maglia di cotone leggera (anche se non raro vedere gente a petto nudo) ed ettolitri di bevande rinfrescanti ricche di vitamine.

Per i giocatori alimentazione leggera, tanto riposo a fine match ed ore di massaggi post-partita.

Anche noi non vogliamo farci trovare impreparati: tisana o caffè, coperta, sveglia e tv. Quanta invidia per Babbo Natale in infradito…