blog
home / BLOG / La delicatezza della massaia

La delicatezza della massaia

Pubblicato il 11 dicembre 2012

Neve, panettone e classifiche. Dicembre porta con sé le caratteristiche dell’ultimo mese dell’anno, quello delle tradizioni sotto l’albero e dei bilanci di dodici mesi passati intensamente ai quattro lati del mondo.

Vogliamo proporvi una nostra (opinabile) classifica, quella dei più bei colpi del 2012. Badate bene, così com’era ai tempi delle scuole superiori quando si eleggeva la più bella dell’istituto, questa graduatoria è molto soggettiva. A taluni può piacere, altri potranno dissentire.

 

Al terzo gradino del podio si piazza Tipsarevic.

Le prestazioni del serbo durante i Master di Londra non sono state proprio memorabili. Escluso un gran punto contro Martin Del Potro nel 2° round. Scende a rete ma sbaglia lo “schiaffo” tentando il contropiede, si riscatta con una voleè per nulla semplice e conclude con una passante no-look stile Ronaldinho ai tempi del Barcellona.

 

Secondo posto per Nole Djokovic.

Già entrato nella storia, insieme con Rafa Nadal, per l’infinita finale dell’ultimo Australian Open, ci regala una gemma. Scende a rete senza troppa convinzione e si salva miracolosamente con una voleè incrociata, poi un pallonetto e qualche scambio da fondo, per concludere con “il” suo colpo: il rovescio lungolinea. L’essenza del numero uno in un quindici.

 

Primo posto (assoluto) per Roger Federer.

La smorzata di Sir Roger contro Andy Murray durante la finale di Wimbledon (classico, non olimpico) è qualcosa di vagamente poetico. Segnatevi le coordinate: 3°set (1-1), 2-1 Federer, 30-0 servizio Murray.

Con un solo colpo ci siamo tuffati nel tennis anni 50 ma con la durezza dei colpi degli anni 2000. Campo centrale, un quindici non decisivo ai fini del match, Sir Roger, dopo alcuni scambi in difesa, crea dal cilindro una smorzata di dritto indietreggiando sul lato sinistro del campo. La sua mano è delicata come quella di una massaia quando forma i tortellini di pasta fresca. Visibilio.