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I tormentoni

Pubblicato il 7 dicembre 2012

Torna, non torna. Gioca, non gioca. Si allena, non si allena.

Rafa Nadal è stato il tormentone dell’autunno, come quelle canzoni che vengono lanciate a inizio giugno e non lasciano le radio fino alle fine dell’estate. Le possibilità di un suo nuovo ingresso in campo nel 2012, dopo l’ultima sconfitta a Wimbledon lo scorso 28 giugno da parte del ceco Lukas Rosol, avevano le stesse probabilità di un lancio della monetina: 50% sì, 50% no. Hanno vinto i più ottimisti, il maiorchino mancino tutto muscoli ritorna ad Abu Dhabi dopo Natale.

Il calvario è sta lungo e doloroso, il recupero completo lo sarà ancor di più. Non è la frase-fatta di un medico zelante bensì il pensiero dello stesso Nadal. In una sua recente intervista radiofonica a un’emittente spagnola ha voluto mettere le mani avanti: “Tornare al top sarà un processo lungo e difficile”. Stampa e fans avvisati.

Se il tormentone del rientro è stato, sotto certi aspetti, snervante, quello che ci attende dopo il suo primo 15 lo sarà ancor di più. Segnatevi queste frasi, proveremo a contarle e, dopo Pasqua, decideremo la vincitrice:

Sicuramente non è più quello di prima

Non riesce più a muoversi sul lato sinistro

Impugna la racchetta in modo strano

La sua carriera è finita

Non abbiamo una benda davanti agli occhi e nemmeno la palla di cristallo per vedere il futuro; sappiamo però che il Nadal pre-infortunio non sarà mai come quello post.

Nessuna tragedia, per carità! Però sappiamo quanto sia difficile stare lontano dai campi per un lungo periodo (6 mesi lo sono). Modificherà il suo gioco, eliminerà alcune tappe del calendario. Forse non si “dannerà l’anima” per una rincorsa a perdifiato sul 2-2, 30-15 primo set.

Ma sarà comunque Rafa Nadal. Con il suo atletismo, la sua energia, il suo carattere, la sua voglia di trionfare. Ha 26 anni, non dimentichiamolo.