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Mamma

Pubblicato il 30 agosto 2012

Ci provò già una volta.
Lasciò il borsone nello spogliatoio e la racchetta a prendere polvere in salotto ma dovette ricredersi. Matrimonio, famiglia e vita privata riempivano abbondantemente la giornata ma la passione per il tennis era troppo forte.

Due anni dopo il suo annuncio/ritiro eccola (di nuovo) su un terreno con le righe. E non per passatempo! Entra con una wild card agli US Open, sassolino dopo sassolino batte Venus Williams, Na Li, Serena Williams e Caroline Wozniacki.
New York è ai suoi piedi. Un’impresa da festeggiare con la bimba piccola in campo.

La meravigliosa favola di Kim Clijsters giunge ora alla sua conclusione, definitivamente.

La sconfitta contro la britannica Laura Robson mette la parola fine ai titoli di coda della belga di Bilzen.

Una bacheca ricca di sorrisi: 41 tornei di cui 4 titoli del Grande Slam. Dopo il triplete a Flushing Meadows, segnata in tre partecipazioni consecutive intervallate dalla maternità (2005, 2009 e 2010), Kim ha vinto l’Open d’Australia del 2011. Nel suo palmares anche la finale australiana persa per infortunio nel 2004 contro l’acerrima rivale Justine Henin, due finali al Roland Garros (la prima nel 2001 persa 12-10 al terzo contro Jennifer Capriati e la seconda nel 2003) e una a New York (ancora nel 2003 e ancora per mano della Henin).

Più che i numeri, Kim ci ha insegnato il rapporto tra sport e famiglia. L’importanza di dire “basta” per pannollini e per il latte di notte, la passione e la classe per riprendere a macinare chilometri sulla terra rossa, l’erba o il cemento. Ci mancherà il suo naturale sorriso.

Essere donna e tennista.
Il mondo rosa è ricco di esempi, non solo tra corde e palline. Pensate a Josefa Idem, campionessa infinita del canottaggio capace di arrivare alla finale olimpica di Londra all’età di 48 anni.

Due figli e tanto sudore. Mamma e atleta.

Ciao mamma-Kim, ciao campionessa-Kim.