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L’erba di Scozia

Pubblicato il 6 agosto 2012

Finalmente il Principe può baciare la sua damigella.
E’ l’immagine che continua a frullarci nella mente dopo che il beniamino di casa (o dell’intera isola) Andy Murray ha conquistato il “suo” Wimbledon-Olimpico.
Lei è la dea Vittoria.
La lacrime del tennista scozzese di solo un mese fa, sullo stesso prato, non ci fanno dimenticare quanto sia stata dura.
Allora era ancora un “ranocchio”, sempre ad un passo dal trionfo ma mai divenuto tale.

Il palcoscenico era da favola. Il Centrale di Londra vestito a festa e disposto a qualche schiamazzo in più (grazie ai Cinque Cerchi gli steward sono meno inflessibili. E forse anche loro avevano una bandierina di San Giorgio e Andrea in tasca…); lo sfidante: Sir Roger, non esattamente un dilettante passato di lì.

Andy, impassibile fino al match point, riesce a dominare gli incitamenti del popolo britannico. Fino al punto vincente, il gold medal point. Le mani giunte sul viso nascondono i suoi occhi. E’ diventato principe! Una vittoria netta, mai in discussione. Lasciamo stare tutti i discorsi sulla stanchezza di Sir Roger dopo la maratona con Juan Martin Del Potro in semifinale.
Andy “ne aveva di più”, era determinato come mai, ha giocato meglio in tutti i fondamentali.
Il gradino più alto del podio è tutto per lui. Un applauso anche dalla nostra Redazione.

Nel frattempo un marziano è sceso sulla City. Anzi, una marziana: Serena.
Immensa, una potenza tale da annichilire Maria “Tiffany” Sharapova in un’oretta. Come se avesse pagato l’ora di gioco in segreteria e non potesse sforare. E’ in una condizione mai vista. Nemmeno nella precedente epoca-Serena, ovvero quella dei trionfi di tre anni fa. Sta benone, è felice (guardate i suoi salti dopo la vittoria e i balli sul podio!). Gioca come un uomo. Al momento potrebbe tranquillamente essere inserita nel tabellone con i fantastici 3 e il neo-Principe.
Ci fa divertire, che emozione averla ritrovata.
Per non farsi mancar nulla ha vinto la medaglia più pesante anche con sua sorella in doppio…potenza delle Williams.
Lo ammettiamo: siamo stati molto scettici nei primi giorni, abituati al Wimbledon-Tradizionale.
Dalle semifinali in poi è stato Grande tennis. Colorato e divertente.
Hanno vinto i più forti.

Un saluto all’erba, ora può ricrescere con calma per l’anno prossimo.