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Black Monday

Pubblicato il 3 luglio 2012

28 Ottobre 1929, Wall Street non riesce a tener freno alle vendite. La Grande Depressione ha inizio; l’indice Dow Jones alla campanella finale perde il 13%. Passò alla storia come il Black Monday.

2 Luglio 2012, Wimbledon. Tre italiane per la prima volta arrivano alla “seconda settimana sull’erba”. E’ il gruppo più nutrito a livello nazionale; scendono in campo, da sfavorite, per l’accesso ai quarti.

Prima Roberta (Vinci) con l’austriaca Paszek, poi Francesca (Schiavone) con la campionessa uscente Kvitova, infine la “piccola” Camila (Giorgi) con la Radwanska.
Vittorie: zero. Set vinti: uno. Eliminate: tre. Tradotto, Black Monday.

Al di là dei numeri, la sensazione emersa dalla giornata è di non aver mai creduto – concretamente – al passaggio del turno. Intendiamoci, nessuno ha mai pensato che si fossero preparate di tutto punto, con i loro completini bianchi, per far comparsa. Ma sia Roberta che Camila, vuoi per gli avversari o per l’età, non si sono mai prese il palcoscenico principale.

Francesca sì, strappando un set alla mancina trionfatrice del 2011. Vicina ma non troppo a portare a casa anche la seconda frazione, è poi crollata nel terzo.

Ammainiamo il tricolore a Londra (ma solo per poco, quest’anno si replica all’Olimpiade).

Il Black Monday non ha risparmiato sorprese. Valigie griffate pronte per Maria-Tiffany-Sharapova e la bella Ivanovic, oltre che mammaClijster.

I quarti sono così:

Lisicki-Kerber,
Radwanska-Kirilenko,
Serena Williams-Kvitova e
Paszek-Azarenka.

A trovare 4 vocali si fa fatica.