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Cappotto (senza freddo)

Pubblicato il 1 luglio 2012

Quando eravamo piccoli funzionava così: partita a calcio balilla (quella con gli omini rossi e blu), vince chi arriva primo a 10 gol. Se però una squadra riesce a vincere 6-0, gli “altri” devono passare sotto il calcetto. Per punizione, è “cappotto”.

Un po’ quello che è successo a Sara Errani quest’oggi a Wimbledon. Primo set totalmente da dimenticare. Perso per 6-0 contro la kazaka Shvedova (che portava occhiali da sole stile Star Trek). In appena 15 minuti, senza nemmeno fare un punto.

“Golden set”, cappotto.

Tranquilli, i giardinieri londinesi non hanno dovuto scavare un tunnel sotto la rete per far passare Sara da talpa-in-punizione. Basta il tunnel della Manica.

Bisogna risalire alle coste delle Florida del 1983, Delray Beach, per ritrovare un set da Guinness dei primati. Lo “Shvedova” di turno era lo statunitense Bill Scanlon, la nostra “Errani” Marcos Hocevar. Diciamo non tennisti che passarono poi alla storia del tennis, oltre che in quella dell’almanacco dei record.

15-30-40-game.

Ripetuto così per 6 volte: 24 punti a zero.

Non vogliamo certo infierire su Sara; lei, solo pochi giorni fa, era sul campo centrale di Parigi, da grande sfavorita, a contendere il trofeo alla n.1 Sharapova.

Lei è la reginetta del doppio con Roberta Vinci.

Lei, purtroppo, ha avuto un pomeriggio di blackout.