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La terra di tutti

Pubblicato il 26 marzo 2012

La racchetta che picchietta contro le scarpe. La scopa che pulisce le righe. Gli scambi interminabili. I calzini (bianchi di una volta) pieni di terra. Rossa.

E’ la primavera del tennis. Abbandoniamo i campi di cemento (infuocati) dell’Australia e quelli multicolore a stelle e strisce tra West Coast (Indian Wells) e East Coast (Key Biscane). Si torna sul rosso, si torna in Europa.

E’ una ‘stagione nella stagione’. Un modo tutto particolare di giocare dove molti livelli vengono ribaltati. Dove anche i più grandi campioni del passato e del presente possono soffrire eterni sconosciuti rivali.

La storia è ricca di aneddoti; come la straordinaria impresa di Michael Chang che nel 1989 a soli 17 anni e pochi mesi divenne il più giovane tennista a vincere Parigi battendo il superfavorito Stefan Edberg. Ma come dimenticare la battuta dal basso con cui sorprese l’intero circuito e l’allora numero uno Ivan Lendl sul 4-3, 15-30 del 5° set?!

Il rosso era la casa di Borg, il rosso ci ricorda la vittoria di Panatta, il rosso ha visto nascere un’intera nazione di talenti spagnoli. Nadal vi dice qualcosa?

Terra vuol dire tennis lunghissimo dove i giocatori d’attacco vivono in un limbo di limitazioni. Arrivare a rete può essere dura (sia fisicamente che tatticamente). Terra vuol dire anche spalti pieni ed assolati tra Barcellona, Montecarlo, Roma e Parigi.

Rosso vuol dire pazienza. Rimanere a fondo per scambi senza fine. Destra-sinistra. Sinistra-destra. Ma terra è il terreno degli amatori, di chi si avvicina per la prima volta al mondo della racchetta. Dunque, attrezziamoci. Abbiamo due possibilità, forse tre.

Se andiamo in Spagna o passiamo al Principato, se siamo al Foro Italico o sotto la Tour Eiffel, ci servono cappellino, acqua (tanta!) e nessun impegno in agenda per le successive 5 ore. Si sa, le sfide possono durare molto…

Se invece non possiamo passare tra le Ramblas, i Boulevard ed il ciotolato romano ma siamo davanti alla tv teniamo a portata di mano una bella granita. C’è anche l’ultima opzione, la più affascinate. Scendere in campo.

Sognando Parigi.

 

Image credits: kruder396 on Flickr