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Matteo Berrettini, un Wta a Gaiba e gli assenti: i temi dell’erba

Pubblicato il 7 giugno 2022

La stagione sull’erba porta con sé tutto il fascino del tennis dei gesti bianchi. Per l’Italia, quest’anno, i tornei sui prati vedono il ritorno di Matteo Berrettini e l’approdo di un nuovo torneo del circuito Wta

La stagione sull’erba, quest’anno, sarà un po’ diversa dal passato. Con Wimbledon senza giocatori russi e senza punti in palio dopo la decisione di Atp e Wta, che hanno optato per sanzionare i Championships, ci si avvia verso una parentesi dell’annata dei pro più breve del solito, almeno tenendo conto degli eventi in grado di incidere sul ranking mondiale.

I tornei del circuito maggiore nel complesso saranno sette per gli uomini e altrettanti per le donne. Uno solo, quello di Newport (negli Stati Uniti), si giocherà dopo il terzo Slam stagionale, mentre la notizia più interessante per l’Italia è rappresentata dalla new entry di Gaiba, in Veneto, con un Wta 125 (in calendario dal 13 al 19 giugno) che rappresenta il primo evento su erba su suolo tricolore a questo livello.

GAIBA, UNA PICCOLA WIMBLEDON IN VENETO

L’evento di Gaiba (un centro di nemmeno mille abitanti in provincia di Rovigo) è un piccolo miracolo sportivo, essendo nato quasi per gioco utilizzando un vecchio campo da calcio in disuso. In principio ci si giocavano i tornei del circuito amatoriale, il primo gradino per coloro che cominciano a competere con una racchetta in mano. Poi, negli ultimi anni, erano andati in scena degli Open e pure dei tornei Itf, ma il passaggio al circuito Wta è un cambio di passo che non ci si attendeva e che sarà particolarmente interessante da seguire.

Sempre restando in tema di Tour femminile, questa settimana si gioca a s’Hertogenbosch, in Olanda, e a Nottingham, in Gran Bretagna. La prossima settimana, invece, insieme al 125 di Gaiba ecco il 250 di Birmingham e il 500 di Berlino, dove lo scorso anno trionfò la russa d’Italia Liudmila Samsonova. Infine, prima di Wimbledon, in programma il 250 di Bad Homburg e il 500 di Eastbourne. Da ricordare che tutti i tornei in Gran Bretagna hanno seguito la direttiva dei Championships, escludendo i russi dalle entry list.

IL RITORNO DI MATTEO BERRETTINI

Tra gli uomini, questa settimana i pro sono in scena a Stoccarda e a s’Hertogenbosch (che dunque è un evento combined, maschile e femminile insieme), mentre la prossima settimana sarà il turno dello storico Queen’s di Londra e della prova di Halle, in Germania, entrambi Atp 500. Prima dei Championships, spazio a Maiorca e a Eastbourne, mentre post-Wimbledon sarà la volta di un altro classico del Tour maschile, la prova di Newport, negli Stati Uniti.

A proposito di uomini, l’Italia avrà gli occhi puntati soprattutto su Matteo Berrettini, che proprio sull’erba ha dimostrato di poter esprimere appieno il suo potenziale. Non c’è soltanto la finale di Wimbledon 2021 a dimostrarlo, ma anche tanti altri risultati importanti. In carriera, il romano ha trionfato a Stoccarda nel 2019 (battendo in finale il canadese Felix Auger-Aliassime) e al Queen’s di Londra lo scorso anno, quando nell’ultimo atto ebbe la meglio sul britannico Cameron Norrie. Matteo, dopo lo stop per il problema alla mano, riparte proprio da Stoccarda sperando subito di trovare il ritmo che gli permetta di recuperare i punti perduti nella stagione su terra.

Attualmente l’allievo di Vincenzo Santopadre è ancora numero 10 della classifica Atp, ma nella Race è più indietro, al numero 23, con 945 punti conquistati nel corso del 2022 (ma con solo 5 tornei disputati). Il fatto di non avere a disposizione Wimbledon per incrementare il bottino gli potrà pesare, ma ci sono comunque tanti punti in palio, e se Matteo starà bene i prati potranno dargli una bella spinta per la seconda parte di stagione.

ZVEREV, NADAL E I GRANDI ASSENTI

Nella breve parentesi erbivora pre-Wimbledon spiccheranno soprattutto gli assenti: detto dei russi (e dei bielorussi) fuori dai tornei inglesi ma in gara altrove, non ci saranno nemmeno Rafael Nadal

(che in conferenza stampa a Parigi ha detto di voler ancora sperare in una presenza a Wimbledon) e Novak Djokovic, il quale non ha fatto scelte diverse di programmazione rispetto agli anni passati. Il serbo, dunque, non giocherà nessun torneo di preparazione ai Championships, a meno di sorprese dell’ultim’ora. Out, ovviamente, anche lo sfortunato Sascha Zverev, per via del grave infortunio alla caviglia che lo ha costretto ad abbandonare la semifinale del Roland Garros contro Nadal.

L’Italia punterà forte anche su Jannik Sinner (atteso ad Halle) e su Lorenzo Sonego, che in carriera ha già vinto sull’erba, nel 2019 ad Antalya, in Turchia. Entrambi hanno le caratteristiche per far bene sui prati: sanno come muoversi e non hanno problemi sulle palle basse, hanno un servizio efficace e rispondono con costanza. Sono lontani, in effetti, i tempi in cui gli italiani erano dei lottatori straordinari sulla terra ma al di fuori del rosso diventavano prede più semplici da gestire. Oggi, dalla stagione su erba, chiediamo tanti punti per fare classifica.

AUGER-ALIASSIME E HURKACZ, PERICOLI SU ERBA

Malgrado le assenze, saranno però in tanti ad avere le stesse ambizioni degli azzurri. Se Casper Ruud e Carlos Alcaraz devono ancora – in teoria – mandare a memoria i meccanismi del gioco su erba, ci sono altri top players che sul verde possono fare molto male agli avversari. Per esempio Daniil Medvedev e Andrey Rublev, che giocheranno ad Halle (insieme agli altri russi) con l’obiettivo di fare bottino pieno. O come Felix Auger-Aliassime, talento che non ha problemi su nessuna superficie, e il polacco Hubert Hurkacz, big server con i colpi adatti per i prati.

Uno che dice di amare la superficie più veloce, e che pure fin qui sull’erba non ha mai vinto, è invece Stefanos Tsitsipas. Non solo il greco non ha ancora un titolo in bacheca, ma a Wimbledon ha perso tre volte al primo turno e solo una volta si è spinto agli ottavi di finale. Negli altri eventi non è andata molto meglio, con un quarto al Queen’s come migliore prestazione. Converrà invece fare attenzione a Cameron Norrie, Taylor Fritz, Denis Shapovalov, Marin Cilic, Reilly Opelka, Grigor Dimitrov e John Isner. Oltre a quel Nick Kyrgios che – a patto abbia davvero voglia di giocare – può sempre diventare un cliente ostico per chiunque.

SWIATEK CONTRO IL RESTO DEL MONDO

Tra le donne, la domanda delle domande è chi sarà in grado di fermare la striscia vincente di Iga Swiatek, capace di vincere il Roland Garros arrivando a quota 35 partite vinte di fila. Si tratta già di un piccolo primato, con la polacca che ha affiancato Venus Williams nel miglior record fatto registrare dall’inizio degli anni Duemila.

Ma è la stessa Swiatek ad avere seri dubbi sul fatto che la vicenda possa proseguire, considerato che l’erba è così diversa da tutte le altre superfici e teoricamente così poco adatta al suo tennis. Di certo c’è che la forbice fra lei e le altre si dovrebbe assottigliare in maniera decisa. È molto difficile, tuttavia, poter capire chi saranno le principali avversarie per i titoli importanti.