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Giorgi, Trevisan, Sinner: è lo Slam della svolta?

Pubblicato il 28 maggio 2022

Nel tabellone femminile del Roland Garros, Martina Trevisan e Camila Giorgi sono agli ottavi ma possono fare altra strada. Stesso discorso per Jannik Sinner, ora sulla strada dei russi Rublev e Medvedev. I tre azzurri possono sognare in grande, ecco perché.

A un certo punto non ci ha capito più nulla. Aryna Sabalenka non è una giocatrice che basa il proprio tennis su strategie particolarmente complesse. Picchia molto forte, la bielorussa, e normalmente questo le basta per avere la meglio su chi non riesce a reggere il suo ritmo, ossia la maggior parte delle colleghe nel circuito. Ci sono però delle eccezioni, e una di queste gioca per l’Italia. Camila Giorgi ha caratteristiche simili, per certi versi, alla Sabalenka, ma quando è in condizione tira ancora più forte di lei e tiene un ritmo ancora più alto.

Così, quello che è accaduto al Roland Garros non deve sorprendere più di tanto: dopo aver perso il primo set per 6-4, la 30enne marchigiana ha messo in fila due dei parziali più belli mai giocati in carriera, travolgendo l’avversaria sotto un pesante 6-1 6-0. La partita, nel complesso, è durata un’ora e 42 minuti, ma secondo e terzo set sono volati via rapidamente senza che mai l’azzurra si sia sentita minacciata nella sua rincorsa agli ottavi di finale.

GIORGI, PRIMA VOLTA NEGLI OTTAVI A PARIGI

È la prima volta che Camila raggiunge questo traguardo al Roland Garros, mentre era già riuscita nell’impresa a Wimbledon (due volte, nel 2012 e nel 2018, quando si spinse fino ai quarti) e agli Us Open (nel 2013). Camila in carriera ha sempre patito molto gli Slam, per motivi legati alla tensione emotiva e non certo per problemi tecnici. Chissà che questo Roland Garros non sia il torneo giusto per sfatare questo tabù e magari raccogliere un posto tra le prime quattro.

Sulla strada dell’azzurra c’è adesso la russa Daria Kasatkina, ma in quella sezione c’è stato pure il ritiro di Paula Badosa contro l’altra russa Veronika Kudermetova. Tutte e quattro le ragazze rimaste hanno delle chance, e se la Giorgi continua con questo stato di grazia nessuna potrà affrontarla con sufficienza. Il tracollo della Sabalenka in fondo è un messaggio per le altre attorno a lei.

TREVISAN, SOGNARE IN GRANDE

Restando in tema di ragazze, Martina Trevisan può davvero sognare in grande. Forse persino più in grande di quanto abbia fatto due anni fa. Nel 2020, nell’edizione autunnale di un Roland Garros per il vero piuttosto triste (almeno come contorno), Martina si era fermata solo nei quarti di finale contro Iga Swiatek, dopo aver sorpreso mezzo mondo con un torneo apparentemente al di sopra delle sue possibilità del momento.

Quest’anno la mancina toscana è giunta a Parigi con altre ambizioni, grazie al titolo colto sulla terra di Rabat giusto alla vigilia del secondo Slam stagionale. Quel primo trionfo in carriera a livello Wta ha dato fiducia all’azzurra, che poi arrivando al Bois de Boulogne ha ritrovato quell’atmosfera che tanto l’aveva galvanizzata due anni prima. Una situazione in realtà cambiata in meglio, oggi, grazie alla presenza del pubblico, che peraltro pare aver preso in simpatia la fiorentina.

Per lei, adesso, il tabellone dice Aliaksandra Sasnovich, 28enne bielorussa che non ha mai raggiunto i quarti in uno Slam e che non è abituata a recitare da protagonista a questo livello. Se trova la giornata buona, la ragazza di Minsk è sempre una da temere, ma non c’è dubbio che il tennis di Martina sia più adatto alla terra, in particolare quella di Parigi. Nessuna di coloro che sono rimaste nella parte bassa appare imbattibile. Non lo sono Fernandez e Anisimova, non lo sono Mertens, Gauff, Teichmann e Stephens.

SINNER, TESTA DA SLAM

Jannik Sinner non sta esprimendo il suo tennis migliore, e per questo si sta pure attirando qualche critica, probabilmente eccessiva. Il punto però è che non si può arrivare in fondo a uno Slam giocando al top dall’inizio alla fine. O meglio si può, ma nella storia lo hanno fatto in pochi. Chi è riuscito a conquistare i Major o ad approdare alle fasi decisive, molto più spesso, lo ha fatto trovando la forma in corso d’opera. Sarebbe da notare invece un’altra qualità che in questo momento è molto più importante e che il ventenne di Sesto Pusteria si porta dalla culla: Jannik Sinner sa come vincere le partite, anche quando non è al top.

L’ennesima dimostrazione è arrivata nel secondo set contro l’americano Mackenzie McDonald, quando l’altoatesino si è trovato sotto per 5-2, 0-40 e ha dovuto annullare al rivale complessivamente una decina di occasioni per vincere il parziale. Poi forse, anche se lo avesse perso, Jannik avrebbe comunque vinto l’incontro, perché è superiore a McDonald in quasi ogni settore. Ma aver chiuso in tre set significa anche aver risparmiato energie, e questo in uno Slam conta molto.

Adesso per Sinner ci sono i russi (che a Parigi giocano, come in ogni torneo, senza bandiera): al prossimo turno Andrey Rublev, poi il vincente tra Daniil Medvedev e il croato Marin Cilic, con il numero 2 del mondo favorito dopo una prima parte di torneo ben sopra alle aspettative di tutti. Sia con Rublev, sia con l’avversario successivo (chiunque sia), Sinner se la può giocare alla pari. Il ginocchio (che ha preoccupato prima del match contro McDonald) sembra a posto, la condizione sta arrivando, la fame non è mai mancata. E il tabellone stavolta sembra donare all’azzurro una chance importante per un risultato in grado di far decollare una carriera.