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Per il tennis italiano una giornata da sogno

Pubblicato il 6 giugno 2021

Musetti-Djokovic e Sinner-Nadal. Lunedì 7 giugno 2021 sarà – comunque vada – una data storica per il tennis italiano. E avremmo potuto avere anche Berrettini contro Federer se lo svizzero non si fosse ritirato. Se è ancora presto per il passaggio di consegne, si può cominciare a pensare a questi match non come a un punto d’arrivo, bensì come a incontri da giocare senza timori. Chi dei nostri ha più chance?

Lunedì 7 giugno 2021. Conviene segnarsi questa data, perché resterà un momento di passaggio fondamentale nel libro del tennis italiano. La storia del movimento tricolore incrocia la storia del tennis mondiale. Tutto in una volta, in uno stesso giorno. Roba da non credere, roba che solo a pensarci mette i brividi, figuriamoci a viverla sul campo. Una serie di congiunzioni astrali ha portato a questi tre ottavi di una bellezza abbagliante, dove sono coinvolti i tre giocatori che ci stanno facendo sognare vette di grandezza mai raggiunte in precedenza. Tre ragazzi che, per inciso, non sono speranze ma sono già certezze. Tre ragazzi che non rappresentano una svolta soltanto a livello tricolore, ma pure a livello mondiale. Come peraltro ha avuto il coraggio di dire Lorenzo Musetti, mostrando a parole la stessa genuina spontaneità che riesce a esibire sul campo. Se ne sono accorti pure i media stranieri, dalla Francia agli Stati Uniti: tutti guardano con un misto di ammirazione e invidia al modello italiano, e siamo proprio noi, adesso, dalla parte di chi può guidare la rivoluzione. Sì perché, tolta la (sacrosanta) dose di emozione, bisogna guardare avanti: a tutto c’è una fine, tutto è impermanente, e a questa legge di natura non sfuggirà nemmeno il dominio dei Big 3. Il passaggio di consegne, presumibilmente, non è ancora pronto per essere confezionato. Ma si comincia – si deve cominciare – a guardare a questi match non solo come a dei premi, bensì come a delle partite da vincere.

SINNER-NADAL

E qui arriva il difficile. Come si vince, contro Nadal? Un’idea, Jannik Sinner e Riccardo Piatti devono essersela fatta, perché già nelle precedenti due occasioni, per Rafa non era stata una passeggiata di salute. Poi, tramutare le idee in fatti, quando dall’altra parte c’è il vincitore di 13 Roland Garros, è un’impresa mica da ridere. Fa sperare l’atteggiamento dell’azzurro, che quando ha perso dallo spagnolo, lungi dall’essere ‘soddisfatto della prestazione’, era furioso con se stesso per non essere riuscito a fare quell’ultimo passo, quello che gli avrebbe permesso almeno di vincere un set. Non si tratta di presunzione, ma di capire una questione molto semplice: i campioni, anche mentre si stanno costruendo, vogliono solo una cosa, la vittoria. Perdere bene non conta, e Sinner lo ha già perfettamente compreso. Tecnicamente, Jannik ha le armi per mettere in crisi Nadal, sa pressarlo con un ritmo forsennato su entrambi i lati del campo. Ma bisogna che non cada nel tranello di fare sempre la stessa cosa. Per creare qualche dubbio, prima ancora che qualche problema, a Nadal, bisogna cercare di cambiare. Cominciare bene sarà importante, ma altrettanto importante sarà tenere sulla lunga distanza (anche fisicamente), visto che è impensabile sperare in un crollo altrui. Vale la pena, per chiudere, ricordare il record parigino di Rafa: 103 vittorie su 105 partite.

MUSETTI-DJOKOVIC

Se Sinner-Nadal ha almeno un paio di precedenti a cui aggrapparsi per immaginare il match, la stessa cosa non si può fare per la sfida tra Lorenzo Musetti e Novak Djokovic. I quali si sono allenati insieme e si conoscono, ma non si sono mai affrontati in un match ufficiale. Per Musetti, in realtà, non è solo il primo Slam, ma è pure il primo confronto con uno dei Big 3. L’incognita dunque riguarderà l’approccio alla partita, prima di ogni altra considerazione tecnica. Una volta smaltita l’inevitabile emozione, bisognerà poi pensare a come fare i punti. E la risposta appare tanto semplice quanto non sufficiente a dare garanzie: Musetti non dovrà snaturarsi. Perché proprio la sua fantasia, la sua capacità di inventare tennis, potrà essere un’arma in più per togliere il numero 1 del mondo dalla sua zona di comfort, quella del ritmo e della pressione costante, dove non teme nessun avversario. Dei tre incontri, è forse quello più complesso, non solo da visualizzare ma pure da interpretare. Non è un caso che i bookmaker diano favorito più Nole contro Musetti che Rafa contro Sinner. Eppure, se Lorenzo riuscirà a mantenere quella sana spavalderia che fin qui ha mostrato nelle occasioni più importanti della sua carriera, potrà togliersi qualche soddisfazione, far divertire il pubblico e uscire senza rimpianti dal campo. Per ciò che concerne il risultato, è inevitabile che le chance dell’azzurro siano inversamente proporzionali alla buona vena del serbo.