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Sinner, la paura e il coraggio 

Pubblicato il 31 maggio 2021

Jannik Sinner vince per la prima volta in carriera un match terminato al quinto set. Contro Herbert, a un passo dal baratro, l’azzurro ha fatto l’unica cosa possibile: concentrarsi su se stesso.

Nella sua carriera ancora molto giovane, Jannik Sinner ha già fatto esperienze importanti che altri colleghi hanno potuto sperimentare solo dopo parecchi anni nel circuito. Da questo Roland Garros, comunque vada, l’altoatesino se ne porterà a casa un’altra, ugualmente significativa: vincere una partita giocata piuttosto male, sostanzialmente persa, annullando un match-point. Trovando risorse insperate e approfittando al meglio delle paure del suo avversario. Contro Pierre-Hugues Herbert, attaccante francese che non dà ritmo, anche Jannik ha avuto paura: si è trovato sotto per 4-3 e 0-40 nel quarto set, quando già era in svantaggio per due set a uno. Ma quando un pallonetto di pura opposizione ha trovato la riga di fondo, annullando una di quelle tre (probabilmente decisive) palle break, l’allievo di Riccardo Piatti ha preso coraggio e si è dato un’ulteriore occasione per provare a ribaltare una partita apparentemente segnata. Le difficoltà non sono finite lì, perché sul 5-4 in favore di Herbert, Sinner ha dovuto fronteggiare un match-point, che il rivale ha giocato nella maniera peggiore possibile, spedendo un rovescio interlocutorio un metro fuori dal corridoio. Passato il pericolo, è cominciata un’altra sfida, che Jannik ha finito per vincere 6-4 al quinto, dopo 3 ore e 32 minuti. È stato un bel match? Assolutamente no. È stato un match utile? Assolutamente sì.

CONCENTRATO SU SE STESSO

“A volte devi anche avere fortuna. È quello che è capitato a me – ha spiegato Jannik in conferenza stampa – su quel pallonetto finito sulla riga. Ma sono contento di come, nonostante tutto, sono rimasto nel match. Sono orgoglioso soprattutto di questo”. L’analisi è – come sempre – estremamente lucida. La partita si poteva perdere, e per inciso non sarebbe stata una tragedia. Invece si è vinta, e a dispetto di fortuna o sfortuna, così come degli evidenti demeriti dell’avversario, non si tratta di un caso. Sinner ha incamerato un incontro che poteva perdere perché ha capito che tutto sommato aveva la chance di vincere. Non ha cominciato a lamentarsi del suo tennis, delle occasioni perdute o di altri fattori distraenti. Ha semplicemente cercato di venire a patti con quello che aveva in quel momento, concentrandosi su se stesso. Ha sostanzialmente detto a Herbert che la partita doveva venire a prendersela lui. E alla fine è stato il transalpino a pagare dazio alla tensione di una possibile vittoria contro pronostico.

ORA IL DERBY CON MAGER

Si tratta del primo successo in carriera del 19enne azzurro al quinto set. Anche questo, un bel segnale. In precedenza, nel 2020, Jannik aveva perso contro Karen Khachanov agli Us Open, mentre agli Australian Open di quest’anno si era arreso a Denis Shapovalov: nel primo caso aveva sprecato due set di vantaggio, nel secondo solamente uno. Stavolta era partito in maniera incoraggiante, prima di subire il ritorno del suo avversario, mentre lui accusava nuovamente (come a Lione contro Rinderknech) un leggero malessere, tanto da invitare il medico del torneo a controllare i suoi parametri vitali. Nel terzo parziale, è riuscito a rimontare da 2-5 a 5-5, prima di cedere al tie-break. Il resto è storia nota: due set di resistenza a oltranza, con punte da primo della classe e con quella voglia di vincere che ormai è una cifra stilistica dell’attuale numero 19 del mondo. Al secondo turno, per Jannik, ci sarà un derby tricolore contro Gianluca Mager, un avversario che sulla terra nessuno può permettersi di prendere sottogamba. Sarà un test per entrambi. Uno – Sinner – a caccia della conferma e di una condizione soddisfacente; l’altro – Mager – in cerca della sorpresa, che vista la sua condizione attuale non sembra così impossibile.