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Thiem e Massu, la strana coppia (che funziona)

Pubblicato il 19 novembre 2020

Con la vittoria agli Us Open, la carriera di Dominic Thiem è cambiata. Ma un successo alle Atp Finals sarebbe un’ulteriore conferma delle sue ambizioni di leader del circuito. Le stesse che il suo coach Nicolas Massu annunciava già all’inizio della loro collaborazione.

“Lavoro per portare Dominic al numero 1 del mondo”, “Nessuno si allena come lui”, “Può vincere su ogni superficie”. E via dicendo. Il testo è di Nicolas Massu, la musica in campo la mette Dominic Thiem: i due che formano la coppia giocatore-coach più affiatata del Tour. Una coppia nata ufficialmente poco più di un anno fa, ma che ha già mostrato tutto il suo valore. Da quando ai box dell’austriaco c’è il cileno, Thiem ha visto stravolgersi, in positivo, la sua carriera, e le Atp Finals in corso a Londra potrebbero essere un’altra tappa di un percorso che è un continuo crescendo. Dominic aveva già appurato come il suo tennis esplosivo potesse funzionare anche sul rapido, ma solo l’impresa degli Us Open lo ha davvero sbloccato, dandogli una fiducia tale per cui, adesso, nessun traguardo gli è precluso.

LA MERAVIGLIA CONTRO NADAL

La fiducia di cui dispone l’austriaco è stata messa in evidenza durante la sua spettacolare vittoria londinese contro Rafael Nadal. Un successo che ha fatto strabuzzare gli occhi per la qualità della sfida, definita a ragione, da molti, il match del 2020. Tutte quelle incertezze in un tennis sempre brillante, ma a volte troppo timido, ormai sono sparite. Ora Thiem non fa più un passo indietro, bensì un passo avanti. Non ha paura di subire il gioco altrui, perché sa che può comandarlo. A prescindere dall’avversario, a prescindere dal palcoscenico. “Quando vinci un titolo Slam come è accaduto a me agli Us Open – spiega il numero 3 Atp – molta pressione se ne va in modo naturale. E quando ti rendi conto di questa sensazione, ti senti sollevato, leggero, ti cambia la prospettiva”.

PASSIONE E LAVORO

Deve essersene reso conto anche Massu, uno degli artefici principali di qualcosa che forse – viste le qualità dell’allievo – non può essere definito un miracolo, ma che certamente è un lavoro molto vicino al concetto di perfezione. “Io e Domi – sottolinea il cileno – ci capiamo al volo. Forse anche per via del fatto che in fondo non abbiamo tanti anni di differenza, e io so bene cosa significa giocare contro i suoi avversari di oggi. Tutti e due adoriamo il lavoro e mettiamo l’identica passione in ciò che facciamo, siamo fatti della stessa pasta”. Frasi che potrebbero sorprendere, considerato che parliamo di un cileno e di un austriaco, ma che visti i personaggi non sorprendono affatto. Thiem e Massu sono davvero molto simili, si esaltano nella battaglia e se c’è da vincere soffrendo sanno che ci sarà ancora più soddisfazione.

OBIETTIVO NUMERO 1

Cresciuto e diventato campione con il vulcanico Gunter Bresnik, da cui si è separato in modo (inaspettatamente) burrascoso, oggi Thiem può ben definirsi un giocatore maturo e completo. Probabilmente il primo candidato a prendere il posto al vertice occupato a lungo dai due che lo precedono in classifica, Novak Djokovic e Rafael Nadal. Nemmeno il numero 1 al mondo, dunque, appare più un tabù. Come non lo sono gli Slam, come non lo sono le Atp Finals, che già dodici mesi fa lo videro protagonista sfortunato di una splendida finale contro Stefanos Tsitsipas. Proprio dalla rivincita contro il greco è partita la nuova campagna di Dominic per prendersi un titolo che avrebbe molti significati. Per lui, vorrebbe dire scacciare definitivamente gli incubi del passato e trovare una conferma immediata al suo ruolo di possibile leader del circuito. Per gli altri, significherebbe avere un avversario nuovo, ancorché già esperto: un Thiem dal potenziale ancora inesplorato che farebbe paura a chiunque.