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L’ultima Londra

Pubblicato il 13 novembre 2020

Nelle ultime Finals londinesi, occhi puntati su Rafael Nadal, in cerca del suo primo trionfo in un torneo che fin qui gli è sempre sfuggito. Ma a giudicare dai risultati recenti dei vari protagonisti, potrebbe trattarsi dell’ennesima edizione dominata dall’equilibrio.

Novak Djokovic con Daniil Medvedev, Alexander Zverev e Diego Schwartzman. Rafael Nadal con Dominic Thiem, Stefanos Tsitsipas e Andrey Rublev. Difficile dire quale sia il girone più difficile, nelle ultime Atp Finals londinesi, al via domenica alla O2 Arena. Nel 50° compleanno del torneo dei campioni, si comincia senza pubblico (per la prima volta nella storia) e con parecchia incertezza in merito al successore di Stefanos Tsitsipas, trionfatore dodici mesi fa. Non c’è stato, dalla ripresa del circuito in poi, un giocatore capace di staccare gli altri. Non ci è riuscito Novak Djokovic, che malgrado due ‘1000’ incamerati ha patito diverse delusioni. E non ci è riuscito Rafael Nadal, in grado di dominare come sempre sulla terra parigina, ma per il resto lontano dalla sua versione migliore. Dunque, da queste Finals così anomale, cosa dobbiamo aspettarci?

GIRONE TOKYO 1970

Nel girone che ricorda la prima edizione del torneo, vinta in Giappone da Stan Smith, Djokovic resta comunque il favorito principale. Però il serbo non potrà dormire tranquillo, avendo come compagni di viaggio Medvedev e Zverev. Due che non soltanto hanno dimostrato di poterlo mettere in difficoltà (e di poterlo battere), ma che stanno pure attraversando un periodo migliore del suo. Il russo ha appena vinto a Parigi-Bercy, superando in finale proprio il tedesco, che in precedenza aveva conquistato due titoli consecutivi a Colonia. Il meno atteso del gruppo è l’ultimo ad aver staccato il biglietto per Londra, Diego Schwartzman, ma tutto sommato il piccolo argentino avrà poco da perdere e potrebbe riservare qualche sorpresa, soprattutto se la superficie e le condizioni di gioco (come lo scorso anno) si riveleranno abbastanza lente.

GIRONE LONDRA 2020

Nel secondo raggruppamento, c’è un altro giocatore che spera in una versione rallentata del Mondiale di fine stagione. Parliamo, ovviamente, di Rafael Nadal, che vorrebbe finalmente sfatare l’unico vero tabù rimasto in una carriera straordinaria. Il maiorchino questo torneo non lo ha mai vinto, e solo in un paio di occasioni è riuscito a raggiungere la finale, peraltro senza mai avvicinarsi davvero al trofeo: nel 2010 contro Roger Federer e nel 2013 contro Novak Djokovic. Stavolta potrebbe essere la volta buona perché Rafa arriva molto più fresco dei suoi avversari, avendo giocato uno Slam in meno (vista la rinuncia agli Us Open) e avendo condotto una stagione all’insegna del risparmio energetico, fatta eccezione per la consueta accelerazione del Roland Garros. Dominic Thiem (pure lui non particolarmente impegnato dopo lo Slam parigino) e il campione uscente Stefanos Tsitsipas non stanno attraversando un momento straordinario e così il vero avversario per l’iberico sembra essere, un po’ a sorpresa, Andrey Rublev. Il moscovita quest’anno ha centrato cinque titoli e nell’ultimo mese è andato in crescendo, con un momento per tirare il fiato solo nell’ultima settimana a Bercy. Vederlo protagonista sino all’ultimo non è un’ipotesi da fantascienza.

BERRETTINI ALLA FINESTRA

Ad attendere in panchina, pronti in caso di forfait, ci sono Matteo Berrettini e Denis Shapovalov, prima e seconda riserva. Matteo non è riuscito a ripetere la qualificazione di dodici mesi fa, al termine di una stagione nella quale ha faticato a trovare il ritmo. Tuttavia è sempre lì, fra i migliori al mondo, e dall’anno prossimo avrà uno stimolo in più per tornare fra i migliori 8: le Atp Finals per la prima volta in Italia, a Torino. Dopo 12 anni – nel 2009 la prima edizione – l’evento più prestigioso di fine anno lascerà dunque Londra, trovando casa in Piemonte. E sarà un’altra grande chance, per il nostro Paese, di immergersi totalmente in quel grande tennis che stiamo dimostrando di meritare.