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Che Roma!

Pubblicato il 18 agosto 2020

L’entry list maschile degli Internazionali BNL d’Italia 2020 dipinge un evento di qualità straordinaria, persino migliore degli Us Open in rampa di lancio. Dei primi 36 al mondo, mancherà soltanto Roger Federer, out fino al 2021 per via dell’operazione al ginocchio. Con Nadal e Djokovic favoriti, c’è pure un’Italia che non starà alla finestra.

Manca soltanto Roger Federer, e peraltro il coronavirus in questo caso non c’entra nulla. L’entry list maschile dell’edizione 2020 degli Internazionali BNL d’Italia racconta di un torneo che è persino meglio di uno Slam, certamente meglio degli Us Open in rampa di lancio: il cut off è fissato a quota 36, un primato nella storia dell’evento. Con Madrid che ha salutato la compagnia e il Roland Garros (dal 27 settembre) come piatto forte del calendario rinnovato, i giocatori non vedevano l’ora di ripartire per una stagione sul rosso fuori dalla sua collocazione naturale eppure mai così attesa, mai così ambita. Così dal 14 al 21 settembre nella Capitale ci saranno loro, i più forti, Novak Djokovic e Rafael Nadal. Con il serbo che sarà reduce dall’avventura americana e lo spagnolo scalpitante per ritrovare la sua terra (battuta) promessa. Ci saranno i giovani che cercheranno di fare lo sgambetto ai grandi, come peraltro era già riuscito nel 2017 ad Alexander Zverev. Dal 2005 a oggi l’unico, insieme a Murray, ad aver interrotto la diarchia imposta da Nole e Rafa.

BELL’ITALIA

E ci saranno gli italiani. Matteo Berrettini che ha già dato segnali importanti di una condizione rodata e brillante, Fabio Fognini che proverà a verificare le sue caviglie dopo la doppia operazione messa in pista durante la sospensione del Tour, Jannik Sinner che è forse il più atteso di tutti malgrado sia ancora il cucciolo del gruppo tricolore. L’Italia del tennis, del resto, non si è mai presentata così forte e così competitiva, negli ultimi 40 e passa anni. La pandemia può aver scombinato una parte dei piani, può avere interrotto qualche sogno e aver sospeso il lavoro di qualche campione in costruzione. Ma adesso, quando finalmente si riprende a giocare, si riprendono pure a vedere quei traguardi che parevano molto, molto vicini. Talmente vicini che non ci si deve più vergognare, o sentire in difetto, nell’immaginarsi un azzurro sul trono di Roma.

MEGLIO DEGLI US OPEN

Il tabellone resta a 56 (incluse quattro wild card ancora da decidere), con i semifinalisti degli Us Open che avranno un bye all’esordio e dunque potranno tornare da New York con maggiore tranquillità. Quella tranquillità che hanno scelto in parecchi, tra uomini e donne, decidendo di rimanere in Europa ed evitando dunque voli oltreoceano dove l’emergenza sanitaria appare ancora fuori controllo. Sono state soprattutto le ragazze ad aver palesato un certo timore, tanto che sono addirittura sei le top 10 che non si recheranno nella Grande Mela. La vecchia Europa, per contro, fa meno paura. E in Europa l’Italia, ad oggi, pare uno dei Paesi in grado di gestire più efficacemente possibili ondate di ritorno. Per questo è logico e naturale che si sia ripartiti proprio da qui. Prima da Palermo, tappa di (ri)apertura del Tour Wta, poi da quella Todi che sta vivendo il suo Challenger più bello, prosecuzione ideale degli Assoluti.

36 SU 36 (MENO ROGER)

Roma, in tutto questo, non poteva mancare. Non solo: Roma va a mettere l’accento sul fatto che in questa faticosa (ma indispensabile) ripartenza del tennis mondiale c’è il timbro concreto dell’Italia come una doppia garanzia: di passione e di efficienza. A fine 2019 ci eravamo ritrovati a contare i successi tricolori in campo e fuori, con Andrea Gaudenzi nuovo presidente Atp e Massimo Calvelli nuovo Ceo. Oggi vediamo gli Internazionali BNL d’Italia che non solo resistono in calendario, ma occupano tutte le 36 caselle disponibili per i giocatori ammessi di diritto, con Kevin Anderson che utilizza il ranking protetto (al numero 14) e prende il posto lasciato libero da Sua Maestà Roger. Se ce lo avessero detto anche solo nel mese di maggio, probabilmente non ci avremmo creduto. Con tutte le inevitabili incognite che rimangono e rimarranno a lungo in questi tempi sospesi, è già una mezza vittoria.

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