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L’ultimo giro di giostra

Pubblicato il 17 dicembre 2019

Il 2019 è stato un anno di ritiri eccellenti. Berdych, Ferrer, Tipsarevic, Baghdatis, Almagro tra gli uomini. Cibulkova e Safarova tra le donne, con Caroline Wozniacki pronta al passo d’addio. Chi rimpiangeremo di più?

C’è chi del tennis non riesce proprio a fare a meno, come Kim Clijsters, prossima a un clamoroso rientro nel Tour femminile. E c’è chi invece decide di dire basta (ma sarà per sempre?) e di dedicarsi alla vita fuori dal campo. Il 2019 è stato un anno di saluti eccellenti, da parte di personaggi che hanno lasciato un segno nell’ultimo decennio (e oltre). Due nomi su tutti: Tomas Berdych e David Ferrer, poli opposti e stesso ruolo, quello di attore non protagonista su un palco dominato da gente con un altro appeal. Eppure l’attaccante Berdych e il regolarista Ferrer non sono rimasti appesi invano alle loro speranze. Il ceco, pur perdendo quasi sempre nel confronto con i migliori, è stato numero 4 al mondo e ha raggiunto una finale a Wimbledon, punto più alto di una carriera costellata di ‘se’. Al contrario, lo spagnolo ha ottenuto più di quanto avrebbe potuto, almeno stando alle previsioni di inizio carriera, quando il buon David pareva poco più che un generoso comprimario. Per lui, invece, c’è il numero 3 del mondo a brillare in un’epoca in cui stare al passo coi Fab 3, per tutti, è stata una vicenda ai limiti dell’impossibile.

LE EMOZIONI DI MARCOS E JANKO

Ha raggiunto traguardi meno importanti, ma è forse entrato in maniera più decisa nel cuore della gente, il cipriota Marcos Baghdatis, che ha detto addio dopo aver perso contro Matteo Berrettini a Wimbledon. Un incontro che resterà nella storia proprio per il modo in cui Baghdatis ha deciso di salutare: spogliandosi (letteralmente) di quasi tutto per darlo ai tifosi sulle tribune. Niente lacrime e malinconia, solo sorrisi e tante emozioni. Di emozioni si è nutrito anche Janko Tipsarevic, il serbo che pur vivendo all’ombra di Djokovic si è tolto parecchie soddisfazioni. La Davis a Madrid, con tanto di dolorosa sconfitta contro la Russia, ha rappresentato l’ultimo evento per un giocatore assolutamente fuori dagli schemi, colto e pensante come pochi, che ha dimostrato più volte di avere un futuro già scritto come coach. Tanto che pochi giorni dopo aver annunciato al mondo il suo addio al tennis giocato, si è già trovato una panchina per seguire il connazionale Filip Krajinovic, altro elemento dal gran potenziale.

LA FAVOLA DI ESTRELLA BURGOS

Un torneo minore, il Challenger di Murcia (sua città natale), ha visto l’ultima esibizione di Nicolas Almagro, giunto al momento dei saluti lo scorso aprile. Carriera complessa, quella dell’iberico dal bel rovescio, condizionata da un carattere non facile e da infortuni che troppo spesso lo hanno frenato quando stava per decollare. Eppure ‘Nico’ è stato numero 9 del mondo e in tanti farebbero la firma per ripercorrere una vita sportiva come la sua. “Ho dato tutto quello che potevo” è la frase ricorrente di Almagro, ed è la stessa che ha pronunciato dopo il suo ultimo incontro Victor Estrella Burgos, il dominicano che è stato al massimo numero 43, ma che è diventato un modello di abnegazione e di carattere dopo aver letteralmente trasformato la sua carriera in un momento in cui tanti altri colleghi non avrebbero nemmeno osato provarci. Una favola che merita di essere letta e riletta per comprendere a fondo i valori che hanno mosso questo ragazzo dal cuore grande così.

WOZNIACKI ALL’ULTIMO SLAM

Tra le donne, Dominika Cibulkova ha deciso che era giusto lasciare, “dopo aver raggiunto – ha specificato lei – risultati che non avrei nemmeno sognato di avvicinare”. Invece la slovacca, 161 centimetri di coraggio e resistenza, è stata regina delle Finals Wta nel 2016 a Singapore, è stata numero 4 del mondo e pur non avendo mai vinto uno Slam, è spesso stata tra le mine vaganti, tra quelle che prima o poi avrebbero potuto arrivare al traguardo. Non ce l’ha fatta, si è fermata in finale nel 2014 in Australia e in semifinale a Parigi, ma questo non toglie nulla a un cammino che merita solo applausi. Il 2019 è stato il passo d’addio anche per Lucie Safarova, pure lei top 10 (numero 5 come best ranking) e pure lei finalista Slam (al Roland Garros), ma con meno tempo passato ai vertici rispetto alla Cibulkova. Ultima a dare l’annuncio in ordine di tempo, anche se il ritiro effettivo arriverà al termine dell’Australian Open 2020, è stata Caroline Wozniacki. Lei sì, vincitrice di un Major (Australia 2018) e numero 1 del mondo. È probabile che l’artrite reumatoide, malattia subdola che l’ha colpita, abbia avuto (anche se non ufficialmente) un ruolo in una decisione che, in ogni caso, arriva a portare serenità in una donna pronta per la seconda parte della sua vita.