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Que viva Federer!

Pubblicato il 29 novembre 2019

L’immagine dell’anno non arriva da Wimbledon, dagli Us Open o dalla Coppa Davis. Arriva da un luogo che col tennis non c’entra assolutamente nulla, e che proprio per questo dà l’esatta dimensione del fenomeno in questione. Roger Federer ha trascinato alla Plaza de Toros di Città del Messico, la più grande e prestigiosa al mondo, 42.517 persone: cifra record per una singola partita, che batte ampiamente il precedente primato (35.681 spettatori per la sfida tra Serena Williams e Kim Clijsters a Bruxelles nel 2010). Roger lo ha fatto sostanzialmente da solo, con tutto il rispetto per il suo avversario di turno, Alexander Zverev. E lo ha fatto in un’esibizione, in un Paese che di tennis mastica davvero poco. In questo momento, il miglior messicano nel ranking maschile è tal Gerardo Lopez Villasenor, (numero 534 Atp), la migliore del tour in rosa si chiama Renata Zarazua (269 Wta). Anche se i centroamericani, a essere onesti, si rifanno con l’organizzazione degli eventi, mandando in scena un 500 ad Acapulco e un 250 a Los Cabos, oltre a tre tornei femminili.

PORTE APERTE AL 2021

Quell’immagine circolare e perfetta presa dall’alto, con la Plaza de Toros piena di gente e di luci dei telefonini pronti a immortalare il dio pagano del tennis, emoziona perché è il simbolo di qualcosa che tutto il mondo riconosce allo stesso modo, come una porta di entrata in un mondo fatato. Non importa la cultura sportiva del Paese in questione, non importa il grado di preparazione nella materia o il reddito medio pro-capite. Laddove c’è uno stadio da riempire, Roger lo riempie. E nel farlo si diverte un sacco, non per vanità (che magari c’è ma è ben celata), bensì perché proprio nel portare gioia al pubblico, il 38enne di Basilea trova la sua ragione di proseguire una carriera infinita. Proprio in questi giorni, ha dichiarato che il 2020 è già pianificato, mentre per pensare al 2021 ci sarà tempo. Uno spiraglio aperto (anche per Torino e le sue Atp Finals) che lascia sognare qualche milione di fan in giro per il mondo.

L’INCANTO DELLA BELLEZZA

Sì perché nessuno, dopo questi 20 anni vissuti insieme, è pronto alla separazione da Mister 20 Slam. Il quale magari, fra un po’, non sarà nemmeno il giocatore più vincente della storia, considerata la fame inesauribile di un tale di nome Rafa. Ma che resterà comunque nell’immaginario collettivo come una sintesi della bellezza del tennis, fatta di gesti puliti e di comportamenti impeccabili. Il successo della tournée da rockstar in America Latina non è una sorpresa e non è una novità, ma resta comunque emozionante, perché Roger è capace di usare lo sport come strumento di condivisione e aggregazione, come qualcosa che va al di là dell’agonismo e affonda le sue radici nella cultura popolare. Attorno a lui, che ormai da tempo è marito e padre di famiglia, si radunano generazioni diverse e persone lontane. Lui le incanta da quando entra a quando esce dal campo, le strega con i colpi e con quel suo fluttuare magico per il campo. Dove non conta più l’età, non conta più il tempo. Ecco perché, al di là dei campioni che verranno, Federer al tennis farà bene ancora a lungo: la sua eredità non si esaurirà nelle statistiche dei libri, ma resterà ben viva nella memoria di ogni singolo individuo che avrà avuto la fortuna di ammirarlo.