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SOGNI D’ORIENTE

Pubblicato il 10 ottobre 2019

Con due giocatori italiani nei quarti di finale del Masters 1000 sul cemento di Shanghai, quel sogno Atp Finals si fa davvero possibile, concreto come non lo è stato mai nella storia del tennis tricolore. Di più: perché si tratta in realtà di una doppia chance, non solo per quel Matteo Berrettini che era uscito con i gradi di capitano dagli Us Open, ma anche per un Fabio Fognini apparso rinvigorito da questa trasferta d’Oriente. Già nel ‘500’ di Pechino il ligure aveva mostrato di essere in buona condizione, ma si era fermato al primo set vinto (nei quarti) contro Karen Kachanov. Stavolta lo stesso avversario è stato messo al tappeto da un Fognini più attento, mai troppo nervoso nemmeno nei momenti difficili, quando il russo sembrava non volersi staccare dalla sua ruota. Il capolavoro, però, il numero 1 d’Italia lo aveva messo a segno al turno precedente, in una partita con Andy Murray che potrà ben essere inserita tra le più elettriche della stagione. Con lo scozzese che intima all’azzurro uno ‘shut up’ (stai zitto) dopo una solenne litigata, e con Fabio capace di rispondergli imponendo un tie-break decisivo fatto di soli punti vincenti.

IL COACHING DI LAVER CUP

Chissà che Fabio, ogni tanto, non pensi ancora ai consigli ricevuti da Roger Federer e da Rafa Nadal nel suo match (poi perso, a onor del vero) di Laver Cup. Chissà che ogni tanto non gli risuoni per la testa quel ‘basta negatività‘ che le due leggende gli gridarono per convincerlo che il suo tennis aveva bisogno di serenità per esprimersi al meglio. Fatto sta che di pensieri negativi, a Shanghai, se ne sono visti pochi, rimpiazzati da una consapevolezza e da una gestione delle partite finalmente all’altezza dell’obiettivo di fine anno: approdare tra i top 10 e giocare alla O2 Arena di Londra. Sulla strada di Fognini nella parte alta del draw c’è ora Daniil Medvedev, il russo che ormai si è dimenticato come si perde, tanto che negli ultimi due mesi ha ceduto soltanto a Rafael Nadal. I precedenti sono 1-1, ma la crescita del moscovita di recente è stata talmente straordinaria da indicarlo come chiaro favorito del match. Fabio però non avrà molto da perdere e ha la sua buona dose di talento da metter sul piatto per provare a incartare il rivale.

BERRETTINI ON FIRE

Matteo Berrettini, da parte sua, ha battuto per la terza volta in quattro confronti diretti lo spagnolo Roberto Bautista Agut, dimostrando in poche parole di essere più forte dell’attuale numero 7 della Race to London. Indirettamente, Matteo ha pure fatto un bel favore (oltre che a se stesso) anche a Fognini, che proprio sull’iberico deve fare la sua corsa. Il romano ha palesato ancora qualche difficoltà nel momento di chiudere un set, il primo, ma dopo aver ceduto il servizio quando avrebbe potuto vincere il parziale, si è riscattato al tie-break e nel secondo non ha mai tremato. Non è stato un incontro perfetto, da parte di Berrettini, ma in fondo è persino meglio così: dimostra che ormai Matteo ha imparato a fare i conti con i mezzi a disposizione, senza cercare la perfezione a tutti i costi. Cosa che, in passato, gli è probabilmente costata qualche partita. Adesso per lui c’è Dominic Thiem, altro giocatore in gran condizione come dimostra il titolo colto a Pechino e l’inizio di torneo a Shanghai. Ma allo stesso tempo non è una sfida impossibile, perché di impossibile per questo 23enne di grandi ambizioni, ormai, è rimasto ben poco. In mezzo a tutto questo, in piena corsa per Londra, ci sono pure gli altri. C’è Sascha Zverev, c’è Goffin, c’è Nishikori (che però in Asia non ha giocato). Insomma, è ancora lunga, ma se i due azzurri non sono in pole position ci sono molto, molto vicino.