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UNA POLTRONA PER TRE

Pubblicato il 23 agosto 2019

Roger Federer dalla parte di Novak Djokovic, italiani complessivamente poco fortunati, primo turno da copertina tra Serena Williams e Maria Sharapova. Eccoli qui, i tre temi principali del sorteggio dei main draw degli Us Open, quarta e ultima prova stagionale del Grande Slam. Un Major che ancora una volta, in campo maschile, dovrebbe essere affare privato dei tre fenomeni, capaci di spartirsi tutti gli ultimi undici, dal 2017 in avanti. Fu Stan Wawrinka, vincendo proprio a New York nel 2016, a lasciare una traccia della presenza dei campioni ‘mortali’ prima dell’inizio della striscia (ancora aperta) del terzetto di leggende. E fu allo stesso modo ‘Stan The Man’ a interrompere il loro dominio in Australia (nel 2014) e al Roland Garros (2015). Quest’anno lo svizzero di riserva non si presenta certo con la condizione necessaria per ripetersi, e appare difficile trovare rivali credibili per Nole, Rafa e Roger.

 

INSIDIE: RUSSIA E AUSTRALIA

Ormai da qualche tempo, a ogni santo Slam che si presenta, la domanda ricorrente è una e una soltanto: da che parte finirà Roger Federer. Ebbene, stavolta la ‘fortuna’ è capitata a Djokovic, che potrebbe incrociare il basilese nella semifinale della parte alta. Le insidie sul cammino del serbo ci sono, e si chiamano Querrey (eventuale secondo turno), Wawrinka o un improbabile Anderson (ottavi), ma soprattutto Daniil Medvedev, il russo che proprio di recente lo ha battuto e che si presenterebbe sulla sua strada nei quarti. Chiaro che New York non è Cincinnati, ma un’eventuale sfida Djokovic-Medvedev sarebbe tra le partite clou delle due settimane nella Grande Mela. Federer, per contro, dovrà stare attento a Goffin, forse a Nishikori, ma complessivamente avrà un tabellone più agevole. Insidie australiane, nella sezione inferiore, per Rafa Nadal, subito opposto a John Millman (lo stesso che dodici mesi fa impallinò Roger) e con un Kokkinakis possibile rivale di secondo turno. Più avanti, lo spagnolo potrebbe trovare Cilic o Isner e poi Khachanov o Zverev, ma nessuno dei quattro appare in condizione tale da poter impensierire un Nadal al top. Tra i match di primo turno, il più interessante è Tsitsipas-Rublev, con il greco che rischia un altro stop prematuro.

 

ITALIANI, SORTE AVVERSA

Alla pattuglia italiana è andata male, inutile girarci attorno. Ma va anche detto che il gruppo azzurro si presenta all’appuntamento newyorchese con una condizione nel complesso non soddisfacente. Non lo è per Fognini (caviglia), non lo è per Berrettini e per Seppi (rientrati da poco), non lo è per un Cecchinato in scarsa fiducia. Il siciliano è stato il più fortunato del lotto, avendo pescato un avversario abbordabile come lo svizzero Laaksonen. Tutto sommato fattibile anche l’esordio per Lorenzo Sonego (contro Granollers), mentre sarà complicato andare avanti per tutti gli altri: in programma Fognini-Opelka, Berrettini-Gasquet, Seppi-Dimitrov e Fabbiano-Thiem. Con il pugliese Fabbiano che, se ispirato, potrebbe forse creare la sorpresa di fronte a un giocatore molto forte ma che il cemento non lo ha mai davvero digerito. Per chiudere in bellezza, nemmeno Camila Giorgi (unica azzurra nel draw femminile) si può dire baciata dalla sorte, avendo pescato la greca Maria Sakkari, contro la quale ha perso nettamente i due precedenti.

 

SERENA VS MARIA

Nel tabellone in rosa, infine, c’è una partita che oscura tutto il resto. Serena Williams affronta subito Maria Sharapova in quello che era un classico già una decina di anni fa. I loro primi incontri risalgono addirittura al 2004, e proprio in quell’anno la russa riuscì a cogliere gli unici due successi, prima di diciotto (!) sconfitte consecutive. Dalla sua, Maria stavolta ha un nuovo coach, quel Riccardo Piatti che dal primo incontro di poche settimane fa all’Isola d’Elba ha cercato di dare una sua impronta alla seconda (o terza) carriera della bionda siberiana. Quella contro Serena non è la partita migliore nella quale valutare eventuali progressi, anche perché è troppo presto per ricavare qualche indicazione rilevante. Ma la storia insegna che se c’è una chance di fare match pari (o di battere) l’americana, spesso questa arriva nei turni iniziali, prima che il turbo-diesel si metta in moto e travolga tutto e tutte.