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RACCHETTE DA FORMULA 1

Pubblicato il 28 febbraio 2019

Per adesso è poco più di un sogno, ma le basi per sperare ci sono e sembrano pure piuttosto solide. Mentre resta sul piatto – benché la vicenda si sia complicata non poco – l’ipotesi Atp Finals a Torino, l’Italia si candida per il 2020 a ospitare un Atp 250, che rappresenterebbe il ritorno di una prova del circuito maggiore in Lombardia a 15 anni di distanza dall’ultima edizione del torneo di Milano. Stavolta il capoluogo viene solo sfiorato, perché a farsi avanti sarebbe Monza, e in particolare il suo autodromo, un tempio della Formula 1 mondiale. L’ipotesi è affascinante già con queste premesse, ma il fascino aumenta se parliamo della superficie: si giocherebbe su erba (naturale) nella settimana precedente al torneo di Wimbledon. L’Atp ha infatti aperto uno slot in quella data, ancora non è chiaro se per un torneo aggiuntivo oltre ai due già presenti, o per una rinuncia della prova di Antalya, in Turchia (ipotesi più probabile).

SARÀ ITALIA-SVEZIA

La proposta è stata inviata all’Atp già sul finire del 2018, e le prime reazioni dell’associazione che governa il tennis dei pro sarebbero state positive. Monza però non è l’unica candidata per l’evento. E tra le altre ce n’è una che pare particolarmente ben vista, quella della città svedese di Skurup, nell’area più meridionale del Paese. Dove a fare da testimonial (e a dare una mano per costruire campi che oggi non ci sono) sarebbe l’ex numero 1 al mondo Mats Wilander. Anche a Monza i campi (ne servono almeno sei) sono da realizzare, ma in compenso c’è già pronto tutto il resto: tribune con una capienza abbondantemente sufficiente per un evento di questo livello, parcheggi, sala stampa e ogni tipo di servizio necessario per i tifosi, così come per gli addetti ai lavori. La curiosità generata dalla notizia è stata, comprensibilmente, enorme. E sui social sono già in tanti a chiedersi quando verrà presa una decisione, per poter prenotare un biglietto.

DECISIONE ENTRO L’ESTATE

In realtà una data vera e propria non c’è, anche se solitamente l’Atp deve approntare il calendario dell’anno successivo entro l’estate, grosso modo tra giugno e luglio. In questo caso però sarebbe auspicabile una soluzione anticipata della vicenda, considerato che chiunque si porti a casa la data lasciata libera, avrà dei lavori complessi da realizzare. Così non è escluso che la risposta definitiva arrivi già entro qualche settimana. Dietro al progetto di Monza c’è la Mito Group di Roma, società di marketing con una lunga esperienza alle spalle nell’organizzazione di eventi di alto livello. E c’è l’ex arbitro internazionale Giorgio Tarantola, brianzolo, che in passato ha guidato con successo diversi tornei Challenger, tra cui proprio quello di Monza (ma si giocava sulla terra, nel parco della Villa Reale) e quello svizzero di Lugano, premiato come miglior evento al mondo della categoria.

RICORDI MILANESI

L’ultimo Atp a Milano si giocò nel 2005, quando vinse lo svedese Robin Soderling, ‘nemico giurato’ di Rafa Nadal e giocatore dal grande potenziale, non del tutto espresso. Ma la storia del torneo meneghino affonda le radici negli Anni Settanta, dalle vittorie di Borg a quelle di McEnroe (quattro in tutto, tre consecutive), da quelle di Lendl a quelle di Becker, finendo con i primi anni del nuovo Millennio e il trionfo di Roger Federer datato 2001. Sono due gli italiani ad aver lasciato una traccia nell’albo d’oro: il bolognese Omar Camporese nel 1992 (su Goran Ivanisevic) e lo spezzino Davide Sanguinetti nel 2002, quando l’azzurro negò la doppietta a Re Roger. Oggi l’Italia del tennis maschile si trova in una condizione decisamente migliore rispetto a quella del 1992, ma pure rispetto a quella di dieci anni più tardi. Per questo, l’approdo di un nuovo appuntamento del Tour maggiore sarebbe allo stesso tempo un riconoscimento e un’opportunità da cogliere al volo.