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2019, PRIME PROMESSE

Pubblicato il 7 gennaio 2019

Kei Nishikori, Kevin Anderson, Roberto Bautista Agut. Il 2019 del Tour Atp elegge questi tre nomi per aprire il suo percorso. Due top 10 e un numero 24 che vale sempre la pena di rispettare e prendere con le molle. Niente sorprese, dunque, o quasi. Perché in fondo non è sorprendente vedere Novak Djokovic che a Doha ci lascia le penne proprio contro lo spagnolo Bautista Agut in una maratona di semifinale decisa da una manciata di punti. E non è una sorpresa vedere Rafa Nadal che si ritira prima del via a Brisbane, nell’unico ‘250’ che aveva messo nel suo programma di partenza, in vista dell’Australian Open. Le indicazioni alla vigilia del torneo dello Slam più difficile da preparare e da pronosticare sono – come sempre – frammentarie e poco indicative del reale stato di forma che i big mostreranno sui campi di Melbourne.

FEDERER TRASCINA LA SVIZZERA

Certo, si sa che Roger Federer è partito bene dai blocchi con una vittoria di squadra in quella vivace esibizione che si chiama Hopman Cup, dove a dare un contributo ci ha pensato pure la simpatica (e brava) Belinda Bencic. Ma non basta la settimana di Perth a svelare la vera condizione di Mister 20 Slam, detentore del titolo del Major down under nelle ultime due edizioni. L’ambiente caldo (in ogni senso) che i giocatori troveranno nella capitale dello stato di Victoria andrà a premiare, oltre al talento, chi avrà più fondo e più capacità di evitare i pericoli di cui uno Slam è sempre disseminato. Ecco perché, pur essendo in pole position, Sua Maestà Roger non ha grandi margini sui rivali. Anzi, un Djokovic in fiducia gli rimane comunque di fianco, se non addirittura davanti. E non è certo una sconfitta inattesa a inizio stagione che può ricacciarlo indietro nella lista dei pronostici.

CECCHINATO NUMERO 18

Tornando ai primi segnali, Nishikori e Anderson hanno fatto capire di essere pronti a dare fastidio, ma restano su un piano diverso rispetto ai tre grandi. E probabilmente pure rispetto a Sascha Zverev, per quanto il tedeschino debba ancora imparare a vincere negli Slam. Sul fronte italiani, una settimana non troppo incoraggiante ha comunque rilanciato la candidatura di Marco Cecchinato a un posto tra i top 10. O almeno da numero 1 d’Italia davanti a Fognini. Il siciliano ha raggiunto una semifinale a Doha che – viste le difficoltà incontrate sul rapido nella seconda parte del 2018 – non era affatto scontata. Anche nella sconfitta contro Tomas Berdych (che sta tornando competitivo, pur partendo dal numero 71 Atp) c’è comunque tanto da salvare, e la sicurezza della sorpresa dello scorso anno pare intatta e resistente alle inevitabili pressioni. Insieme al buon risultato, ecco anche il best ranking al numero 18.

LA CRESCITA DELLA TSURENKO

Resta da dire del circuito femminile, dove a Brisbane, nel torneo più competitivo della settimana, nessuna tra Svitolina, Osaka, Stephens e Kvitova (prime quattro del seeding) è riuscita a centrare l’obiettivo. In finale ci sono arrivate una giocatrice tutto sommato attesa come Karolina Pliskova, poi vincitrice del titolo, e un’outsider sempre più in vista nelle zone alte del ranking come Lesia Tsurenko. L’ucraina, allenata dal coach romano Adriano Albanesi, meriterebbe uno spazio importante tutto per lei, per spiegare in dettaglio quanto stia facendo a un’età – 29 anni – che per molte colleghe è già un momento di riflessione in vista della pensione. Lei invece sta vivendo il momento migliore della carriera ed è giusto che non si ponga limiti. Aryna Sabalenka (a Shenzhen) e Julia Goerges (ad Auckland) completano il trittico che abbraccia il 2019 con una vittoria.