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MONTE-CARLO, TRIS AZZURRO

Pubblicato il 17 aprile 2018

La terra può tradire anche i più esperti e le prime uscite della stagione sul rosso sono da sempre le più insidiose. Ecco perché normalmente a Monte-Carlo non si vedono match straordinari, fatta eccezione per quelli condotti dal Re della terra Rafael Nadal e per qualche sortita di Djokovic, Wawrinka o Federer. Ed ecco perché i match dei primi turni, lì dalle parti del Country Club monegasco, non sono mai una vicenda scontata. Ne ha avuto un assaggio Lucas Pouille, sconfitto dal più grande degli Zverev. E ha rischiato pure Dominic Thiem, l’austriaco che da molti è indicato come il vice-Nadal per questo torneo, e forse non soltanto. Ma che di fronte al talento di Rublev stava per lasciarci le penne. Il russo che viene dalla Next Gen sembrava sul punto di approfittare della giornata di scarsa vena dell’avversario, invece è stato lui a mollare la presa nella parte conclusiva del confronto, dopo aver mancato un match-point. Thiem dovrà migliorare e non di poco, se vorrà essere tra i protagonisti, ma salvarsi così fa sempre bene al morale e alla fiducia.

Una fiducia che avvolge i colori azzurri, dopo i successi di Marco Cecchinato, Fabio Fognini e Andreas Seppi. Il siciliano Cecchinato perde i primi tre giochi della sfida contro il bosniaco Dzumhur, poi rimonta e domina un incontro nel quale non si è avvertita affatto la differenza di classifica tra i due, 31 contro 100. Del resto l’azzurro, al primo successo in un Masters 1000, aveva già vinto l’ultimo precedente (l’unico sulla terra battuta) due anni fa, e la sorpresa tutto sommato è relativa. Come non è sorprendente vedere Fabio Fognini in difficoltà, di fronte al semi-sconosciuto Ilya Ivashka. Il 24enne bielorusso tiene il campo con coraggio e prova a lottare, andando avanti di un break (5-2) nel secondo set, prima di subire cinque game di fila del ligure. Le buone notizie per Fabio non stanno tanto nel tennis, che ha ancora bisogno di qualche giorno di rodaggio per essere al top. Stanno più nella capacità di restare ben concentrato e dentro al match anche nei momenti più complicati, come quando il suo avversario si stava per portare a casa il parziale rimandando tutto al terzo. Infine, ecco la vittoria più difficile: è quella di Andreas Seppi, che contro Kyle Edmund ha rischiato di finire come nell’ultimo precedente agli Australian Open, e che invece ha saputo avere più pazienza nei passaggi chiave, fino a chiudere per 6-3 5-7 6-2.

In attesa di Rafa Nadal, in questo scorcio iniziale di Monte-Carlo abbiamo visto un Novak Djokovic che pare liberato dal dolore, ma che ha bisogno di un test più impegnativo di Lajovic per ritrovare il morale dei bei tempi andati. Già il prossimo avversario, il croato Borna Coric, sarà rivale ostico, considerato ciò che il giovane seguito da Riccardo Piatti ha mostrato in questa stagione. Ma se dovesse poi riuscire a passare un altro turno, il serbo si ritroverebbe a incrociare la racchetta con Dominic Thiem, e allora sì che la verifica sarebbe completa. Nole è situato nella parte alta del tabellone, quella teoricamente più forte. In basso, invece, ci sono Marin Cilic, un Nishikori ritrovato (capace di superare Berdych all’esordio) e un Alexander Zverev chiamato a dare conferme della sua maturità. Da qui a domenica, capiremo qualcosa in più sulla stagione che ci aspetta fino al Roland Garros.