blog
home / BLOG / WILLIAMS VS WILLIAMS

WILLIAMS VS WILLIAMS

Pubblicato il 13 marzo 2018

Tra il 2009 e il 2018 aveva vinto una sola volta, nel 2014 a Montreal. Ma stavolta ciò che conta nella sfida in famiglia più famosa del circuito non è tanto il secondo successo in dieci anni di Venus Williams sulla sorella Serena. Ciò che conta è aver ritrovato un confronto che ci ha accompagnato con regolarità negli ultimi vent'anni di tennis femminile, e che oggi assume contorni più dolci, più romantici, per la storia recente delle due ragazze di Compton, California. A dominare su tutto è ancora la maternità di Serena, che si alterna fra il ruolo di mamma e quello di giocatrice. Per questo non stupisce sia ancora in ritardo di condizione. Un ritardo tale da proporre un divario evidente, ben più di quanto dica il punteggio finale (6-3 6-4), tra lei e Venus.

Ma l'aspetto romantico riguarda pure 'zia' Venus, che alla soglia dei 38 anni continua a rimanere tra le grandi, puntando senza nascondersi agli eventi che contano. Come Indian Wells, appunto. Certo non è in un periodo di forma straordinario, la numero 8 del mondo, perché prima dell'approdo sul cemento americano, le uniche vittorie del 2018 erano giunte in Fed Cup, dopo una trasferta australiana da dimenticare. Ma lo spirito, quello, è sempre lo stesso, e rivela una combattente che mai – nemmeno nei periodi più delicati e difficili – ha alzato bandiera bianca. Nemmeno di fronte al destino, nemmeno di fronte all'età.

Il duello tra Serena e Venus, che dieci anni fa aveva tutt'altro significato, oggi suggerisce tenerezza. Tenerezza (e cautela) nei giudizi, prima di tutto, perché altrimenti non sarebbe semplice commentare un match dove gli errori non forzati sono stati nettamente più dei punti vincenti, e dove la qualità media del gioco non è stata certamente all'altezza della loro storia. Peraltro le sfide in famiglia, tra le Williams ma in generale nel tennis, non sono mai state e mai saranno partite semplici. Perché non è possibile chiedere a due fratelli o a due sorelle di mantenere la stessa cattiveria agonistica quando dall'altra parte ti trovi una parte di te stesso, della tua vita. Non è possibile chiedere di mostrare lo stesso 'killer instinct' di una partita normale quando forse, nel profondo, chi dovrebbe chiudere la contesa a proprio favore non è nemmeno così felice di farlo.

Probabilmente c'è stato un periodo in cui Venus ha sofferto la grandezza di Serena, ha sofferto il fatto di essere la sorella maggiore ma pure la più fragile, tanto sotto il profilo fisico quanto sotto l'aspetto puramente sportivo. Però ora è tutto diverso. E vederle in campo insieme è un inno alla longevità agonistica, così come alla solidità di una famiglia che tra tante difficoltà è riuscita a costruirsi il più classico – ma per nulla scontato – dei sogni americani. Un sogno che non è ancora terminato, se Serena ha detto di voler puntare ai tre Slam rimanenti del 2018, mentre Venus ammette che sì, in fondo, non le dispiacerebbe arrivare alle prossime Olimpiadi. Comunque vada, le Williams resteranno un'icona di questo sport. Anche attraverso quelle partite in famiglia tanto discusse, tanto commentate e tanto criticate, che ci hanno sempre restituito due campionesse molto più umane di quanto i media volessero far credere.