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5 TEMI PER IL 2018

Pubblicato il 3 gennaio 2018

Roger Federer non ha dubbi: il 2018 sarà un anno tra i più belli e interessanti della storia recente del tennis mondiale. Perché? Semplice: perché in primis lui, il Re, sa benissimo di avere ancora delle cartucce da giocarsi. Poi perché al duello con Rafa, piatto forte del 2017, si aggiungeranno quelli con gli altri grandi, acciaccati per buona parte della passata stagione. Senza dimenticare i giovani che potranno crescere ancora, e senza contare un panorama femminile mai così incerto. Vediamo dunque in dettaglio i cinque temi che porta con sé l'anno nuovo.

ROGER E RAFA – In cima alla lista sempre loro, come due immortali. Roger e Rafa, Rafa e Roger. Che sono primo e secondo nel ranking Atp, che si sono spartiti gli Slam della passata stagione, e che vorrebbero fare altrettanto anche stavolta. Anche se i dubbi non sono pochi. Non solo per la concorrenza che – grazie al cielo vien da dire – aumenterà e non di poco. Ma anche perché a questo livello e all'età dei due ragazzotti, ogni anno che passa lascia qualche segno a livello fisico. C'è il serio rischio che entrambi giochino una stagione a sprazzi, tra impegni importanti e pause inevitabili. C'è da sperare che le scelte siano più o meno le stesse, per vederli altre volte l'uno contro l'altro.

I GRANDI RITORNI – Sarà, in questo senso, la stagione più strana dell'ultimo decennio. Perché dovrebbero tornare, presto o tardi, alcuni campioni che hanno fatto la storia recente di questo sport, e che ovviamente rappresenteranno tante incognite, tante mine vaganti. Novak Djokovic e Andy Murray su tutti, ma pure Wawrinka, Nishikori, Raonic. E, tra le donne, la neomamma Serena Williams a dominare la scena, con la recente lieta sorpresa di Marion Bartoli, rientro eccellente dopo una vicenda personale particolarmente complessa. Tra questi nomi, più d'uno – in particolare Djokovic – ha mostrato ancora qualche segnale negativo, e probabilmente per tornare ai livelli pre-2017 ci vorrà del tempo. Nel frattempo, sarà divertente capire chi sarà il primo a rimettersi definitivamente in carreggiata.

CONFERME NEXT GEN – Se quello dei rientranti è un panorama ricco di incognite, lo è altrettanto, o forse di più, quello dei Next Gen. Al di là del marchio appiccicato addosso alle nuove generazioni per promuovere gli under 21 e le loro Finals parallele a quelle di Londra, c'è tutto un gruppo di emergenti che sta appena a ridosso dei migliori, e che con qualche ulteriore progresso in termini tecnici, tattici e di personalità, potrebbe davvero ritrovarsi a lottare per gli Slam. Parliamo ovviamente di Sascha Zverev, ma non solo. Parliamo anche del 'bad boy' Nick Kyrgios, di Pouille, di Rublev, Coric, Chung e Shapovalov. Un gruppo decisamente nutrito che ha vissuto un periodo di grande popolarità e ora si troverà chiamato a conferme tutt'altro che semplici.

L'ULTIMO GIRO – L'ultimo giro è quello di Roberta Vinci, che ha annunciato di voler giocare fino agli Internazionali d'Italia di Roma, suo palcoscenico per l'uscita di scena. Roberta ha dato tantissimo al tennis italiano e non soltanto. A noi lascerà l'orgoglio di aver tifato per una ragazza in grado di competere alla pari con le più forti facendoci divertire come forse mai nessuna prima. Al mondo del tennis in rosa lascerà la consapevolezza che per vincere non bisogna necessariamente picchiare ogni palla, o essere alta e forte come una anonima 'ova'. Roberta resterà un esempio a lungo, e c'è da augurarsi che a qualcuno venga in mente di copiarla.

A CACCIA DI UNA REGINA – Restiamo in tema di tennis femminile, per parlare – infine – di quella caccia al primato che è sempre apertissima, e che adesso è diventata qualcosa in più. Dopo un 2017 nel quale abbiamo visto otto (sì, otto) cambi al vertice da parte di cinque diverse giocatrici, al 2018 si chiede di eleggere una vera regina, che possa mettere radici lassù per un po' di tempo, che possa presentarsi al via degli Slam con il ruolo di vera favorita. Serena Williams? Era, è e sarà la risposta di molti, ma l'ultima parola, come sempre, spetterà al campo.