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NEL NOME DI LAVER

Pubblicato il 22 settembre 2017

Non è un'esibizione. Lo ripetono tutti e c'è da crederci, anche se la prova dei fatti arriverà soltanto nel fine settimana. Da oggi a domenica la Laver Cup fa il suo esordio nel calendario internazionale, con premesse decisamente interessanti che la mettono sul gradino più alto del podio delle novità recenti del tennis internazionale. Da una parte l'Europa, dall'altra il resto del mondo, un po' come accade nella Ryder Cup del golf. E l'obiettivo è di portare questo evento, se non lassù nell'Olimpo come accaduto per l'originale, almeno a un livello tale da farne un classico della stagione. L'esordio, del resto, è di quelli che non si dimenticano. A partire dalla location, Praga, passando ai protagonisti di una e dell'altra parte. Su tutti, Re Roger Federer, che oltre ad andare in campo è stato uno degli artefici della nascita di una manifestazione che potrebbe portare una ventata di novità inattesa nel mondo della racchetta.

Una delle incognite è la formula. Si gioca su tre giorni, con tre singolari e un doppio per ogni giornata, ma non tutti i match valgono gli stessi punti. Si va ad aumentare la posta in palio all'avanzare del weekend, così al venerdì ogni sfida assegnerà un punto, al sabato due e alla domenica tre. Con l'obiettivo di arrivare a quota tredici punti per vincere la contesa. Un sistema che pare fatto apposta per mantenere l'equilibrio in una prima edizione che potrebbe soffrire la grande differenza di valori in campo, almeno sulla carta. L'Europa ha Federer, ma ha pure Nadal e l'emergente Zverev, con altri personaggi di qualità assoluta come Marin Cilic, Tomas Berdych e Dominic Thiem. Il resto del mondo punta su Kyrgios, Isner, Querrey, Sock, Shapovalov e Tiafoe, un team a trazione americana che ha dovuto rinunciare alla stella Del Potro, e che sembra destinato a faticare fin dal principio.

Gli incontri del pomeriggio nella giornata inaugurale in singolare non sono entusiasmanti: Cilic-Tiafoe e Thiem-Isner. Mentre più interessante è la sfida serale tra i Next Gen più esplosivi proposti dalla stagione 2017, ossia Alexander Zverev e Denis Shapovalov. A chiudere, il doppio tra Berdych/Nadal e Sock/Kyrgios. Nei prossimi giorni però, al crescere della posta in palio, crescerà anche il livello dei match, e l'attesa maggiore è per vedere quel doppio Federer/Nadal che i tifosi di entrambi aspettano come un momento da immortalare. Se l'evento porta il nome di Laver, uno dei più grandi di sempre del tennis mondiale, in panchina andranno a sedere altri due che hanno fatto la storia, John McEnroe per il 'Team World' e Bjorn Borg per l'Europa. Due personalità talmente diverse da creare una storia nella storia. A Praga non si giocherà soltanto per creare qualcosa di nuovo, che resti nel calendario internazionale a lungo. Si giocherà anche per dare uno sguardo al passato, per vedere come i personaggi del tennis degli Anni Settanta e Ottanta e quelli del tennis attuale possono integrarsi e convivere al servizio dello spettacolo. Che poi sia un'esibizione un torneo vero, in fondo, con questi nomi di mezzo, diventa un dettaglio.