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CUORE MATTO

Pubblicato il 3 agosto 2017

Mardy Fish è nato nello stesso anno di Roger Federer, il 1981, e ha raggiunto la posizione numero 7 del ranking mondiale nel 2011, una delle sue stagioni migliori. Mardy Fish è un uomo fortunato, ma c'è stato un lungo periodo in cui questa fortuna pensava di averla perduta per sempre, insieme alla serenità e al futuro. Accadde dopo quello che resta uno dei suoi risultati più importanti, la finale dell'Open del Canada, giocata a Montreal, la città che ospita il Masters 1000 canadese anche in questo 2017. Perse l'ultimo atto contro Djokovic, Mardy, ma riuscì a tenere testa al serbo per tre set, con quel gioco fatto di tanto talento, discese a rete, un po' di sana follia ma anche di colpi robusti. Un tennista completo, che nei giorni buoni poteva dar fastidio a tutti.

Una notte Mardy venne svegliato dal suo cuore che batteva all'impazzata, una tachicardia come ne capitano a tante persone nel mondo. Solo che lui è uno sportivo, col cuore non solo ci vive, ci lavora pure, e sapere che qualcosa non quadra non mette di buonumore. Gli episodi andarono ripetendosi sempre più spesso, accompagnati da quell'ansia crescente che impediva all'americano di riposare i suoi muscoli. Perché se di giorno, durante match e allenamenti, tutto era assolutamente normale, di notte la paura tornava a bussare alla sua porta, sotto forma di 180 battiti al minuto o giù di lì. C'è poco da rimproverargli, per aver subito quella paura prima di capire come fronteggiarla. L'aritmia se ne andò con un'operazione nemmeno troppo complessa. L'ansia rimase come compagna di viaggio, tanto da comprometterne in maniera evidente il resto di una carriera che aveva ancora qualcosa da dire.

Oggi Fish è un uomo sereno, un uomo che ha vinto la sua battaglia col mostro che sembrava poterlo dominare. E pazienza se di Roger non è stato un reale concorrente, avendo vinto un incontro su nove. Proprio contro lo svizzero, agli Us Open del 2012, arrivò un forfait che pareva il definitivo abbandono nella lotta contro quella dannata paura. Invece era soltanto il primo set, poi Mardy ha rimontato e ha saputo vincere. Come nelle sue migliori giornate sul campo. Si è tolto comunque la soddisfazione di vincere sei titoli Atp di singolare, restando per un decennio in maniera quasi costante tra i primi 50 giocatori del mondo.

Quella di Fish è solo una delle tante belle storie che ha regalato negli anni l'Open del Canada, nato nel 1881 e tra i più antichi dell'intero circuito. Un torneo che ha visto trionfare personaggi come l'argentino Canas, il rumeno Pavel, l'americano Woodruff, lo svedese Pernfors. Tutta gente che non era proprio da primissima fila, ma che tra Toronto e Montreal ha trovato il modo di fare lo sgambetto ai grandi. Sarà per la sua collocazione in calendario, primo dei grandi eventi estivi in Nordamerica, sarà per l'aria frizzante che si respira lassù, ma nel Masters 1000 canadese nessuno si può davvero distrarre. Nessuno può dormire tranquillo. A parte Mardy Fish.