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DUE RE PER UN TRONO

Pubblicato il 28 luglio 2017

L'ultima defezione, nella corsa al trono 2017, è stata quella di Novak Djokovic. Quando Nole ha alzato bandiera bianca rimandando tutto al 2018, è risultato chiaro una volta di più che il numero 1 del mondo a fine stagione sarà affare tra quei due, tra coloro che se lo sono spartito dal 2004 al 2010: Roger Federer e Rafael Nadal. Non è una curiosità da poco, non si limita a un discorso statistico. Da qui alle Atp Finals di Londra c'è in palio anche un po' di storia, perché chiunque riuscirà nell'impresa aggiungerà un tassello imprevisto – e dunque ancora più saporito – a una carriera da oscar.

Nella race, la classifica che tiene conto dei risultati a partire da gennaio, Rafa comanda a quota 7095, ma Roger è lì, a un'incollatura: 6545, peraltro con due tornei in meno. Gli altri? Doppiati, come minimo: Thiem è terzo a 3345 (in 17 tornei), Wawrinka quarto a 3150, Murray ottavo con 2290 punti. Probabilmente, allo scozzese non basterebbe nemmeno un fine stagione come quello di dodici mesi fa, per riuscire a recuperare quel mare di terreno perduto nei primi tre quarti di Slam. Numeri che affiancati a quelli dei Major, dunque le due vittorie di Federer e la 'decima' di Nadal a Parigi, confezionano un quadretto che riporta indietro di sei-sette anni almeno, a quando Novak Djokovic interruppe il duopolio arrampicandosi al numero 1. Era il 4 luglio del 2011.

Da allora il tennis è cambiato. O almeno, così pareva, così è stato per un periodo. Fino a quando quei due, a inizio anno, non si sono ritrovati insieme in una condizione di forma che non vivevano da tempo. E allora hanno cominciato a crederci, di nuovo, più di prima. Hanno cominciato a far andare gambe e braccio come ai tempi belli, di quando avevano qualche anno in meno e qualche capello in più. Mentre i rivali – Nextgen compresi – stavano come ad ammirare un'opera d'arte riscoperta dopo alcuni anni di oblio, di genio riposto in naftalina.

Le caratteristiche dei tornei di fine stagione, cemento prima e indoor poi, dicono Federer. Così come dice Roger quella motivazione emersa da una frase del basilese: 'il numero 1 mi piacerebbe ritrovarlo, fosse pure per una sola settimana'. Però la tenuta sulla lunga distanza di una stagione che adesso comincerà a pesare sulle gambe potrebbe aiutare Nadal nel trovare qualche spunto inatteso. E c'è quel vantaggio attuale – seppur minimo – a dare fiducia al clan spagnolo. La sfida è lanciata, ed è una volata di quelle da vivere fino alla fine, che probabilmente sarà il fotofinish a decidere. Di certo c'è che sarà appassionante, vivace, storica. Di certo c'è che – con buone probabilità – non sarà l'ultima tra i due padroni del tennis degli Anni Duemila.