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LAMPI D’AZZURRO

Pubblicato il 17 gennaio 2017

Quattro vittorie e sei sconfitte. Con gli uomini meglio, nettamente meglio, delle donne. È un azzurro non così brillante quello che si intravede in quel di Melbourne, primo turno della prima tappa Slam 2017. Ma tutto sommato c'è qualche motivo per sorridere, in casa Italia. Fabio Fognini, per esempio, che si prende una bella rivincita su Feliciano Lopez (ricordate Wimbledon e il loro litigio?), giocando un match ordinato e senza cali di rendimento. Lo spagnolo non è al meglio e a tratti appare pure un po' svogliato, ma il ligure non gli dà modo di rientrare in partita, tenendolo sempre con la testa sotto la linea di galleggiamento. La stessa sicurezza, pur con un set lasciato per strada, che dimostra Andreas Seppi contro Paul Henri Mathieu: il francese è in fase calante e ha meno armi a disposizione dell'altoatesino, eppure per Andreas non c'era nulla di scontato. Dopo una stagione 2016 da dimenticare, dopo il matrimonio e la lunga pausa invernale, ritrovare un Seppi da corsa non è cosa da poco. Così come non è da poco la conferma di Paolo Lorenzi, numero 1 d'Italia e capace di domare la freschezza di James Duckworth, sempre in quattro set. E pazienza se Fabbiano e Vanni non sono riusciti a lasciare il segno. Superate le qualificazioni, i due ragazzi dell'Accademia di Foligno hanno vissuto due storie decisamente diverse: Vanni, contro Berdych, ha retto 40 minuti prima di doversi ritirare per un problema fisico accusato dopo pochi game. Fabbiano, di fronte a Donald Young, ha giocato alla pari ma ha ceduto in tre set con qualche rimpianto. Entrambi sono stati top 100 e possono rientrarci, e comunque da questa trasferta torneranno un po' più sicuri delle loro possibilità.

Altra storia, se passiamo alle ragazze. Quelle stesse azzurre che per un decennio ci hanno fatto esultare e sognare quasi a ogni Slam. La sconfitta che fa più male è quella di Roberta Vinci, fermata da Coco Vandeweghe per 6-1 7-6, con un secondo parziale nel quale la tarantina sembrava poter decisamente rientrare in gara e ribaltare le sorti del match. Certo fa male pure vedere Camila Giorgi buttare alle ortiche l'ennesima partita possibile, di fronte alla svizzera Timea Bacsinszky, numero 12 del seeding downunder. Una partita irrazionale, quella tra le due, come del resto ci si poteva attendere. Tra l'italiana decisa a comandare e l'elvetica impegnata a opporsi con soluzioni di emergenza. Fa e disfa, Camila, come sempre, ma nel momento cruciale del terzo set, dopo aver recuperato da 2-5, commette qualche errore gratuito di troppo lasciando con l'amaro in bocca un gruppetto di connazionali accorsi a sostenerla sulle tribune del campo 13. Fa meno male, anche se mette un po' di malinconia, vedere Francesca Schiavone dominata dalla qualificata Boserup, americana di origini danesi. Mentre fa male soprattutto a lei, l'infortunio al ginocchio che costringe Karin Knapp all'ennesima resa anticipata, di fronte alla Hiseh. Una resa che prosegue in conferenza stampa, dove Karin non nasconde l'amarezza ammettendo che 'sì, andare avanti così è davvero dura'. L'Italia del tennis in rosa, dunque, si aggrappa a Sara Errani, che finalmente sorride dopo aver battuto la Ozaki: niente di clamoroso, ovvio, ma tanto basta per provare a invertire una tendenza. Dalla Makarova, al prossimo turno, un altro test per capire le sue ambizioni.