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MILANO NEXTGEN

Pubblicato il 13 dicembre 2016

Milano che torna protagonista come ai bei tempi, sull'onda creata da Expo2015. Milano che brilla di una vivacità culturale, artistica, sociale, difficile da prevedere solo qualche anno fa. Milano che diventa sede ideale per il tennis del futuro, il tennis 'NextGen'. Lo hanno detto tutti, dal Sindaco Giuseppe Sala al Presidente dell'Atp Chris Kermode. Dal Presidente Fit Angelo Binaghi a due dei giocatori che potrebbero scendere in campo nell'evento riservato agli under 21 in programma nel novembre 2017, Matteo Berrettini e Karen Khachanov. “Si tratta – ha detto Kermode – della novità più importante creata dall'Atp negli ultimi 20 anni. Uno sguardo al futuro che non coinvolgerà solo i giocatori, ma anche il pubblico”.

Sì perché NextGen significa anche esperimenti. Quali, ancora, non è dato sapere, ma si tratterà di piccoli o grandi dettagli che andranno nella direzione di rendere il tennis sport più adatto ai tempi che viviamo, più adatto ai tempi televisivi e dunque più attraente per le nuove generazioni. Magari col rischio di portare qualche malumore ai puristi, a coloro che sono più restii ai cambiamenti e non vogliono sentir parlare di set corti, di no-ad, di cronometro per tenere il ritmo tra un servizio e l'altro. NextGen sarà anche una 'race', come quella sperimentata per le Atp Finals di Londra, dunque vivrà tutto l'anno e sarà promossa lungo la stagione come manifestazione parallela a quella dei big. Che poi in fondo, big lo sono pure loro, i ventenni rampanti che in più di una occasione hanno già fatto lo sgambetto alle star.

Milano è al centro di quel bacino che dà più tesserati e più tornei alla Federazione italiana. “Proprio per questo – spiega il Presidente Binaghi – non potevamo portare in Lombardia un torneo qualunque. Serviva qualcosa di importante, qualcosa che lasciasse il segno”. Del resto l'Atp, all'operazione NextGen, ci lavora da circa due anni. Da quando le prime crepe nel muro dei Fab Four si sono presentate, lasciando una domanda irrisolta sul tavolo di chi gestisce il circuito maschile: “E quando loro si saranno ritirati?”. Già, quando loro, intesi come Federer-Nadal-Murray-Djokovic, avranno dato tutto, ci sarà bisogno di trovare ricambi all'altezza non solo sotto il profilo tecnico, ma anche (se non soprattutto) sotto il profilo emozionale. Ecco perché NextGen è un progetto che sull'emozione, sulla passione, punta forte.

Si giocherà al Polo fieristico milanese, poco lontano dall'area di Expo2015, in un impianto creato ad hoc su una superficie di 17 mila metri quadrati, con cinquemila posti a sedere. “L'obiettivo – spiega Diego Nepi Molineris di Coni Servizi – è realizzare un'arena speciale, proiettata nel futuro. Il pubblico vivrà ciò che i professionisti vivono ogni giorno nel Tour, e per realizzare questa esperienza ci sarà molta tecnologia, così come molta interattività, in uno spazio che potrà essere riprodotto facilmente anche altrove”. Il tutto in attesa di capire se queste stelline potranno brillare di luce propria fin da subito, e dunque se gli appassionati accoglieranno con entusiasmo un torneo che è una scommessa da vincere. Per continuare il percorso che i Fab Four hanno intrapreso un decennio fa.