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DOLCETTO O SCHERZETTO?

Pubblicato il 28 ottobre 2016

Lo scherzetto le è già riuscito lo scorso anno, quando vinse il titolo dopo aver perso addirittura due partite. Il dolcetto se lo è preso contro Karolina Pliskova, con una vittoria che le vale la seconda piazza del girone bianco e un posto in pole position per la due giorni decisiva. Agnieszka Radwanska è la protagonista dell'ultima giornata della prima fase delle BNP Wta Finals di Singapore, giusto in tempo per mantenere viva la possibilità di un bis a cui pochi credevano, ma che adesso si fa via via più probabile. In un match che nascondeva parecchie insidie, la sorpresa Pliskova è stata molto vicina alla rivale per tutto l'incontro, da un primo set terminato al dodicesimo game, a un secondo nel quale si era portata in vantaggio di un break. Invece a spuntarla è stata la rivale, quella che da qualche stagione cerca di far capire che un altro tennis è possibile, che non è soltanto una questione di chi picchia più forte. La 27enne di Cracovia, ancora a secco negli Slam (dove ha raggiunto una sola finale), proverà a ripartire dal Masters per prendere lo slancio verso un 2017 che sa tanto di aut-aut. In una situazione così fluida del tennis femminile, con Serena Williams altalenante e Maria Sharapova fuori gioco fino ad aprile, lo spazio per arrivare in vetta e – soprattutto – per vincere i Major, c'è eccome. E se ce l'ha fatta la Kerber, Agnieszka potrebbe a pieno titolo sostenere di non essere da meno, di non avere un potenziale inferiore alla tedesca. A patto che questo potenziale emerga, prima che sia troppo tardi.

Nel gruppo rosso proprio lei, Angelique Kerber, finora ha recitato la parte che la classifica le assegnava alla vigilia, quella di prima della classe. Ma più d'uno, tra appassionati e addetti ai lavori, ha visto le tre vittorie della favorita come una mezza sorpresa. Perché, in effetti, i risultati post Us Open non erano stati esaltanti, per usare un eufemismo. Le sconfitte con Kvitova, Svitolina e Gavrilova avevano messo qualche dubbio nella testa della leader del ranking, incappata in una trasferta asiatica decisamente al di sotto delle attese. Almeno fino a Singapore, dove a cadere come birilli sono state Halep, Keys e Cibulkova, quest'ultima comunque qualificata come seconda del girone. Una prestazione, quella della Kerber, che ancora una volta mette in evidenza la caratteristica principale della 28enne di Brema: farsi trovare pronta quando conta, quando arrivano i grandi eventi della stagione. Un dato su tutti: quest'anno Angelique ha messo in bacheca tre trofei, e due di questi sono altrettanti Slam, Australian Open e Flushing Meadows. In mezzo, soltanto il trionfo di Stoccarda. In sostanza, più il torneo cresce di livello, più la nuova numero 1 del tennis femminile dimostra di poter tirar fuori gli artigli e fare molto male alle rivali, pur con un tennis non così esplosivo come quello a cui eravamo abituati di recente. Accanto a questa, un'altra considerazione che invece va nella direzione opposta: le tante sconfitte patite vicino al traguardo, nella finale di Wimbledon (contro Serena Williams, dunque nulla da dire), ma pure nell'ultimo atto delle Olimpiadi di Rio contro Monica Puig, o a Cincinnati contro Karolina Pliskova. Ora dunque la domanda è fin troppo semplice: da qui al termine delle Wta Finals, quale Kerber prevarrà, quella versione 'io non ho paura' oppure quella che alla vista del traguardo sente un po' di tremore nel braccio?