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Prime di Passaggio

Pubblicato il 16 agosto 2016

Serena Williams che chiede la wild card per Cincinnati. Serena Williams che dà forfait a Cincinnati, perché la spalla ancora non è proprio a posto. Serena Williams, che in fondo nella storia ci è già entrata da un pezzo, che rischia di perdere la prima posizione mondiale e con questa anche un record piuttosto pesante: le settimane consecutive in vetta al ranking, ora 183 contro le 186 di Steffi Graf. Una tedesca, come tedesca è la rivale di oggi, Angelique Kerber, reduce dalla finale olimpica persa contro Monica Puig. Sì perché se l'attuale numero 2 dovesse arrivare in fondo e vincere il titolo nell'appuntamento americano, arriverebbe quell'avvicendamento al vertice che forse metterebbe la parola fine al dominio – peraltro già vacillante – della minore delle figlie di papà Richard.

Angelique Kerber potrebbe diventare dunque la ventiduesima giocatrice a salire sul primo gradino della classifica da quando esiste il ranking Wta, da quando un'altra americana, Chris Evert, inaugurò la lista delle campionesse promosse dal computer. Una potenziale numero 1, la Kerber, che arriverebbe al traguardo più ambito avendo alle spalle soltanto una perla da Slam, gli Australian Open di quest'anno, con a supporto la finale di Wimbledon. Una ragazza sicuramente di talento, ma che fino a 28 anni non aveva mai dimostrato di poter ambire a risultati di questa portata. L'ennesima giocatrice che emerge in un panorama femminile sempre più equilibrato, sempre più indecifrabile, dove nell'ultimo decennio sono state in tante a provare brividi inattesi.

Partiamo dalle serbe, Ana Ivanovic e Jelena Jankovic, numero 1 tra 2008 e 2009 per poche settimane, protagoniste sì ma tutto sommato non fuori portata per le altre. Protagoniste ma non dominatrici, come molte volte il panorama del tennis in rosa ci aveva abituato fino a quel momento. Dopo di loro ecco la russa Dinara Safina, complessivamente in vetta per 26 settimane (sempre nel 2009) e con appiccicata la scomoda etichetta di 'più debole numero 1 di sempre'. Un poco piacevole primato in qualche modo giustificato dalle sue prestazioni negli Slam, con tre finali e nessuna vittoria. Una carriera, la sua, interrotta nel 2011 per via di seri problemi alla schiena. A condividere con la sorella di Marat il 'numero 1 senza Slam' c'è la danese Caroline Wozniacki, al comando tra 2010 e 2012 per 67 settimane. Anche in questo caso, nonostante il muro eretto da 'Caro' fosse a volte durissimo da abbattere, nessuna si sentiva battuta in partenza.

Ora, con la Kerber che punta al vertice, c'è da capire – una volta arrivata lassù – quanto potrà durare. C'è da capire se sarà una meteora oppure no. C'è da capire se altre meteore le metteranno i bastoni tra le ruote (Muguruza, Halep, Radwanska), oppure se all'orizzonte si affaccerà una nuova dominatrice. Poco probabile, in realtà, almeno in tempi rapidi. Sembrano lontani anni luce i tempi in cui il circuito Wta vedeva un gruppetto molto ristretto a contendersi gli Slam e gli eventi più importanti. Spesso è stato un monopolio, a volte un duopolio: basta pensare a Evert-Navratilova negli Anni Ottanta, a Graf-Seles nei Novanta, a Hingis e Davenport a cavallo del nuovo Millennio. Basta pensare alle sorelle Williams, e in particolare a Serena. Proprio oggi, quando pare pronta ad abdicare.