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NUMERO 1 SENZA INFORTUNI

Pubblicato il 1 luglio 2016

Ai ritorni è abituato, ormai, il buon vecchio 'Palito'. Ma questo ritorno non è come gli altri. Juan Martin Del Potro – ora lo si può dire – riparte da numero 165 al mondo per tentare di emergere nuovamente in superficie, lassù nei top 10 che aveva lasciato un paio d'anni fa. Riparte da una vittoria speciale, maturata sotto il tetto del Centre Court in una Londra piovosa come e più del solito, di fronte a uno Stan Wawrinka non al meglio ma comunque combattivo. Palito l'ha portata a casa in quattro set, vincendo un delicatissimo tie-break del terzo e trovando nell'ottavo game del quarto lo spunto decisivo per chiudere la vicenda.

Un Del Potro persino migliorato nella tenuta di rovescio, su questa 'erba battuta' che consente palleggi infiniti da fondocampo e difese al limite delle capacità umane. Sarà per la lentezza della superficie, sarà perché dentro di lui covava una voglia di rivincita non misurabile, ma l'impressione con l'andare dei game è stata soltanto una: questo Del Potro può tornare a fare paura a tutti, come disse Roger Federer qualche tempo fa: “Non fosse stato per gli infortuni, sarebbe diventato numero 1”. Magari non sarà un rivale per il titolo da subito, perché a Wimbledon le condizioni non sono certo le sue preferite. Ma dal prossimo Slam, perché no. E il prossimo Slam sarà New York, sarà quello che nel 2009 lo ha consacrato campione.

Campione non amato dalla buona sorte, con un fisico possente ma allo stesso tempo fragile. Coi polsi di cristallo. Il primo a cedere fu il destro, quindi è toccato al sinistro. E le operazioni fioccavano: una, due, tre. Senza apparentemente risolvere nulla. Poi finalmente una luce in fondo al tunnel, l'ennesima ripresa, la risalita mentale prima che fisica, l'orgoglio di tenere duro e andare avanti comunque. Nonostante parole terribili come quelle del chirurgo che l'ha operato, Richard Berger: “La forza che mette in ogni suo colpo è superiore a quella che può reggere il suo fisico. Ecco perché le sue articolazioni, con una certa regolarità, hanno problemi”.

Quando capì che lo stop sarebbe stato lungo, quando capì che bisognava armarsi di nuovo di tanta pazienza, Palito salutò così, in un video postato da lui stesso: “Per chi mi segue e chi no, i media, i giocatori, per tutti coloro che si preoccupano per me: grazie, spero che in futuro tutto questo possa essere solo un ricordo. Spero che potremo parlare di altre partite e non solo di questi problemi. Spero di potervi ringraziare al più presto direttamente da un campo da tennis o in qualunque altro posto mi renda felice…”. Un posto che oggi si chiama Wimbledon.