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Non troppo Serena

Pubblicato il 3 giugno 2016

Compatibilmente con il suo (immenso) valore, si può dire che Serena Williams non ami particolarmente la terra battuta. Non a caso, il Roland Garros è il torneo dello Slam che ha vinto meno, la metà delle volte rispetto agli altri: tre contro sei. E nemmeno quest'anno l'americana si è smentita, rischiando parecchio in tre match, contro Mladenovic, Putintseva e in semifinale contro Kiki Bertens. Se contro la kazaka nei quarti Serena aveva addirittura perso un set, contro l'olandese si è salvata in tempo annullando due set-point che avrebbero complicato non poco la partita. Vinto al tie-break un parziale d'apertura durissimo, la Williams ha rimontato dopo un buon avvio dell'avversaria anche nel secondo (2-0), chiudendo poi con il suo piglio deciso ma senza convincere.

 

Non è solo il tennis a non piacere, di Serena. È soprattutto la condizione fisica incerta, unita alla scarsa convinzione nei propri mezzi che appare evidente dal finire dello scorso anno, quando la sconfitta agli Us Open con Roberta Vinci ha probabilmente minato le sue certezze. Sia lei, sia coach Patrick Mouratoglou, si erano premurati di far sapere all'opinione pubblica, ai tifosi e forse soprattutto alle avversarie, che non era questo il problema. Ma le tante partite che si mettono male e le sconfitte inattese di questo 2016, dimostrano il contrario. A Parigi si è salvata perché la Putintseva si è messa paura da sola nel momento in cui poteva dare il colpo decisivo, quello del k.o. E perché la Bertens non era al top per via di un acciacco, e per giunta è ancora poco abituata a certi palcoscenici, malgrado una evidente crescita negli ultimi tempi.

 

La realtà è che questo Slam numero 22, che consentirebbe alla Williams di agguantare Steffi Graf in vetta alle plurivincitrici di ogni tempo, pare essere un ostacolo mentale davvero complesso da superare. In Australia fu la Kerber a negare l'aggancio, mentre nella finale parigina a far la parte della guastafeste ci sarà una spagnola: Garbine Muguruza. Che in teoria, contro una Serena al top, avrebbe poche armi per opporsi. Ma che in questa situazione rappresenta una rivale da temere eccome. Perché è la prima top 10 da affrontare in questo Major, nel quale l'americana ha trovato al massimo la numero 18 (Svitolina), e perché partirà senza pressione, senza nulla da perdere, con il primo titolo Slam a portata di mano. I precedenti sono quattro, con una sola vittoria della Muguruza, ma di una certa rilevanza: era il 2014, e proprio a Parigi la spagnola si impose per 6-2 6-2. Basta, per pensare che non sarà una partita scontata?