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PARIGI POCO RIVOLUZIONARIA

Pubblicato il 27 maggio 2016

Non è tempo di rivoluzione, in quel di Parigi. Il Roland Garros 2016 è, almeno dopo i primi due turni, una conferma continua dei migliori del mondo. Soprattutto in campo maschile. I rischi maggiori li ha corsi Andy Murray, reduce dal momento più felice della sua carriera se parliamo di terra battuta (finale a Madrid, vittoria a Roma), ma in guai seri sia contro nonno Stepanek, sia contro il giovane Bourgue. Poi se l'è cavata, lo scozzese, di classe e di orgoglio, ma è stato a due punti dalla sconfitta all'esordio e qualche dubbio sulla sua permanenza fino agli ultimi giorni nella capitale di Francia deve averlo avuto.

Chi di dubbi non ne ha è Novak Djokovic, che magari non sarà tirato a lucido come nei giorni migliori, ma per ora non ha perso un set di fronte a Lu e Darcis. L'incognita per Nole è la tensione che inevitabilmente avverte, in particolare ogni volta che si presenta alle conferenze stampa per rispondere alle domande dei giornalisti sull'unico Major che gli manca, su quel possibile Grande Slam che lo attende laggiù, in fondo a una stagione che appare comunque durissima. Perché va bene che il serbo sia il numero 1, sia abituato alle sfide e corazzato a sufficienza per sopportare la pressione, ma è umano pure lui, e le incertezze (piccole, molto piccole) di questi tempi lo stanno a confermare.

Di incertezze non lascia traccia Rafa Nadal, nove game persi in due incontri, e un prossimo appuntamento possibile contro Thiem o Zverev, due giovani con i quali presto o tardi si dovrà confrontare per vincere i grandi eventi. Chissà se i due si riveleranno già abbastanza maturi per creargli quelle difficoltà che fin qui non si sono presentate. Nella sezione inferiore ha stentato pure il campione uscente Stan Wawrinka, e in quel settore pare Nishikori il più serio candidato a infastidire Murray, atteso adesso dal bombardiere Karlovic. Kyrgios-Gasquet, invece, è forse il match più bello esteticamente della prima settimana parigina.

Tra le donne c'è stata l'unica vera sorpresa dei primi quattro giorni, con la numero 3 Kerber mandata a casa dall'olandese Bertens, poi a segno pure sull'azzurra Camila Giorgi. Sorpresa tutto sommato relativa, se pensiamo che la tedesca non sta attraversando un periodo particolarmente buono, mentre la sua rivale di primo turno è in forte crescita. L'altra big a cadere è stata Vika Azarenka, costretta al ritiro quando era sotto 4-0 al terzo contro la nostra Karin Knapp, poi brava a proseguire la corsa e pronta ora per un terzo turno non impossibile contro la kazaka Putintseva. Serena Williams, attesa dalla brillante francese Mladenovic, è sempre un gradino sopra tutte, ma in fondo è proprio il circuito femminile, in quest'ultimo periodo, a covare aria di rivoluzione.